TFA per docenti a tempo indeterminato sovrannumerari

Giuseppe – Gentilissima Redazione, da tempo seguo gli aggiornamenti ed il servizio da Voi svolto, sempre puntuale ed esauriente. Sono un docente tecnico pratico a tempo indeterminato dal 1989(si fa per dire)in un istituto professionale, che la riforma Gelmini ha letteralmente polverizzato: infatti sono titolare della classe di concorso C270, laboratorio di elettrotecnica, materia che è stata praticamente ope legis spazzata via, cancellando di fatto le discipline tecnico pratiche. Ah, sì, daì l ’anno scorso sono soprannumerario grazie ad un collega che si è inventato una legge 104/92

Detto questo, ho una laurea in ingegneria industriale. Ho necessità di prendere un’altra abilitazione e oramai aspetto da tanto questa opportunità. Parteciperò, nel mucchio degli aspiranti, alla selezione del TFA per guadagnarmi (un’altra volta?) un posto al sole. Se va bene mi pagherò la frequenza al tirocinio formativo, e se va male? Mi prenderanno nel sostegno?

Conclusioni: i paradossi nel sistema scuola sono numerosi e tanti i docenti a rischio, anche quelli a tempo indeterminato, la cui professionalità negli anni è stata seriamente danneggiata. Forse non se parla abbastanza ma vorrei sensibilizzare anche in merito a ciò, anche se sono arrivato alla conclusione che vale più una 104 di dubbia validità che due lauree vere.

Sarebbe opportuno e di buon senso prevedere un canale (riserva in sovrannumero come era per le SSIS, oppure corsi “veri” di riconversione), finalizzato all’acquisizione di crediti e abilitazioni da parte di quei docenti, già operanti a tempo indeterminato nelle scuole, la cui possibilità di proseguimento del proprio lavoro trarrebbe proficuo vantaggio (e risparmio per il sistema) dal passaggio in modo “competente” e “lungimirante” ad altro insegnamento.

Confidando nell’accoglienza delle mie riflessioni, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti

Lalla – gent.mo Giuseppe, sono del tutto d’accordo con te, il problema dell’acquisizione di un’ulteriore abilitazione per i docenti già a tempo indeterminato non è stato affrontato, e questo finirà con il creare problemi. Il decreto per il TFA afferma semplicemente che gli unici requisiti di accesso sono, oltre a quelli del titolo di studio, il non essere in possesso della specifica abilitazione, pertanto non vi è indicata limitazione per i docenti già assunti in ruolo. Tuttavia, se i numeri del TFA fossero pensati anche per i docenti di ruolo che eventualmente potranno acquisire una nuova abilitazione il problema del precariato rimarrà tutto lì: ossia come è possibile programmare dei numeri se poi i posti devono servire per smaltire il sovrannumero di docenti già inseriti nella scuola. La tua, di docente a tempo indeterminato, non è la prima e mail che ricevo.

Le situazioni descritte sono due: quella come la tua, di docente sovrannumerario, "costretto" a reinventarsi, e dunque a rimettersi in gioco anche acquisendo un altro titolo, e quello di colleghi desiderosi di passare da un ordine all’altro (spesso da scuola di infanzia e/o primaria) a scuola secondaria.

Che risposta sarà data a queste esigenze? e in che misura incideranno sui numeri del TFA? Ad oggi non conosciamo la risposta.

Io mi auguro che non si commetta l’errore degli ultimi corsi abilitanti, quelli della legge 143/04, in cui fu vietato attraverso il decreto di partecipare al corso. I docenti si iscrissero lo stesso, e per legge furono ammessi al corso con riserva, conseguendo il titolo. La riserva fu poi sciolta grazie all’intervento parlamentare.

Posted on by nella categoria Diventare insegnanti
Versione stampabile
ads ads