TFA e diritto allo studio revocato

Claudia – Buongiorno, scrivo in relazione alla notizia "TFA nelle mani del ministro dell’Economia" che ho letto stamattina sul vostro sito diventareinsegnanti, secondo la quale il corso potrebbe ancora partire quest’anno. Ieri la segreteria della mia scuola (presso la quale da ANNI sono assunta come precaria, su cattedra vacante, da settembre a fine agosto) mi ha contattata per avvisarmi di aver ricevuto comunicazione ufficiale di depennare dalle graduatorie per il diritto allo studio tutti coloro che avevano presentato la richiesta motivandola con la partecipazione al corso TFA, perché questo NON verrà svolto. Queste sono le mie ultime notizie. Ne sapete qualcosa? Grazie.

Lalla – gent.ma Claudia, la notizia che noi abbiamo riportato nell’articolo Decreto TFA nelle mani del ministro dell’Economia è vera, infatti se ascolti le parole del ministro Profumo ieri nella video chat su RAI Uno, potrai ascoltare tu stessa le parole da noi riportate. Il Ministro al TG1

E’ infatti auspicabile che almeno le prove di selezione siano svolte a breve, come annunciato dal ministero negli incontri con i sindacati. Tirocinio Formativo Attivo: sì alle selezioni, resta da conoscere la data

Quando verrebbero poi avviati in concreto i corsi? A giugno? A settembre? Questo finora non è stato un problema al centro dell’attenzione, perchè ce ne sono stati altra di natura più stringente.

Analizzata la situazione, la revoca dei permessi per diritto allo studio concessi per un "ipotetico corso TFA" è corretta. I permessi vanno infatti concessi per corsi per i quali il docente può dimostrare l’iscrizione e la necessità di avere delle agevolazioni sul lavoro.

Per il TFA ciò non è ancora possibile, paradossalmente non sappiamo neanche se supererai la selezione (naturalmente ti auguriamo di sì), pertanto concederti i permessi per un corso non ancora avviato significherebbe togliere ad un collega la possibilità di usufruirne per un corso già avviato.

Vi è da precisare però che ci auguriamo che al ministero abbiano già pensato al problema (o che vi pensino i sindacati suggerendo la soluzione), e che approntino una normativa ad hoc (permessi straordinari) per permettere (quando sarà) la partecipazione dei docenti in servizio al corso. Problemi futuri ai quali è bene pensare per tempo.

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