Mancato preavviso licenziamento da scuola non statale. Decurtazione stipendio

Donatella – Sono passata di ruolo dal primo settembre 2011 su sostegno scuola primaria. Ho ricevuto la convocazione dall’USP di Sassari il giorno 24 agosto per presentarmi il 26 agosto 2011per “eventuale proposta nomina in ruolo” (tramite telegramma e comunicazione sul sito internet). Il 25 agosto mi è sembrato opportuno avvisare anche la scuola paritaria dove avevo un contratto AGIDAE a tempo indeterminato! Il 31 agosto 2011 ho presentato le dimissioni presso la scuola primaria paritaria. A settembre la scuola paritaria mi ha consegnato una busta paga in bianco (stipendio di agosto) comunicando la decisione di trattenere lo stipendio del mese di agosto per il mancato preavviso delle dimissioni! ho letto il contratto che in effetti parla di preavviso di uno o due mesi ma parla anche di “salvo giusta causa”! Penso che il ruolo sia una giusta causa anche perché non è possibile saperlo un mese prima.

Inoltre, la provincia di Sassari è stata tra le ultime a pubblicare le graduatorie definitive (il 22 agosto) e nelle graduatorie provvisorie il mio nome non era presente per un errore di segreteria!! Ho quindi dovuto fare anche un reclamo (che poi è andato a buon fine!) e non potevo minimamente sapere se e in quale posizione sarei stata reinserita. Stiamo procedendo per vie legali ma le Suore della scuola paritaria non ne vogliono sapere! Chi ha ragione?

Lalla – gent.ma Donatella, è difficile rispondere al tuo quesito. Il problema è: a chi spetta decidere cosa sia "giusta causa"? Nelle graduatorie provvisorie, seppure il tuo nome non fosse presente, potevi ipotizzare in quale posizione saresti stata inserita. E tuttavia, anche le Suore, si imputano su certi particolari!! Il problema forse è più profondo, ossia il contratto con la scuola paritaria viene accettato, ma l’occhio è sempre verso la scuola statale. Giusto o sbagliato che sia, non sta a me a giudicare, il comportamento delle suore vuole forse sottolineare questo modo di concepire il rapporto con l’istituzione che esse reggono. Sarà il giudice a decidere.

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