Partecipazione dei docenti a tempo indeterminato al TFA

Evelina – Gentile Lalla, da tempo leggo le tue risposte ai quesiti che ti poniamo, in tanti, ogni giorno. Apprezzo le tue risposte sempre avallate da precisi riferimenti normativi. Non mi sento, però, di condividere il tuo pensiero sulla possibilità, data a noi docenti di ruolo, di prendere con i TFA un’altra abilitazione oltre a quella per la quale si ha già un contratto a tempo indeterminato.

In questo, mi dispiace, si riflette un po’ l’Italia in cui la meritocrazia è sempre relegata all’ultimo posto e quello che invece prevale è il dover "dare per forza un posto di lavoro a tutti". Mi spiego: sono piuttosto giovane, non ho anni di precariato e sono entrata di ruolo in una classe di concorso "difficile" (A061), grazie all’ultimo concorso a cattedra.

Mi sono classificata molto bene nella graduatoria di merito solo grazie alle prove del concorso, senza titoli o punteggi relativi a figli…malattie…preferenze….Il posto che ho conquistato è stato solo il frutto di un anno di studio e anche alla preparazione specialistica che avevo in possesso dopo 4 anni di corso di laurea e 3 anni di scuola di specializzazione. Purtroppo da tre anni sono diventata DOP perché le ore di Storia dell’arte, come sai, hanno subito un forte riduzione. Essendo l’ultima in graduatoria interna per la giovane età, per il fatto di non avere né figli a carico, né ricongiungimenti al coniuge, né malattie (per fortuna), né tanti anni di servizio, mi ritrovo ovunque vada "ultima".

In sostanza vengo utilizzata ogni anno dove servo. La possibilità di ottenere un’abilitazione in Storia e Filosofia o in Lettere (dato che diedi tutti gli esami per insegnare anche Latino e Greco), mi sembra legittimo anche se di fatto un contratto a t. i. già ce l’ho, ma la situazione è così critica che rischio di dover accettare un posto lontanissimo da casa, in altre province, con gravi ripercussioni sul profilo economico e affettivo. Oppure di accettare mansioni nella P.A. lontane dalle mie competenze. Perché, quindi, ritieni che questi TFA dovrebbero essere destinati solo a chi da anni, con una laurea in mano, non riesce a conseguire un’abilitazione?

Sai quante persone conosco che tentarono il concorso con me e che non sono riusciti a superare neanche la prima prova scritta?Tante.E sai quante di queste avevano anche tentato il concorso precedente, quello degli anni ’90, senza comunque riuscire ad ottenere un’abilitazione? Tante. E alcune di queste sono diventate anche mie colleghe e miei colleghi: me li sono ritrovati come incaricati a t.d., presi dalle graduatorie d’istitituto senza abilitazione.

E’ corretto dare lavoro a chi non è mai riuscito a superare un concorso abilitante all’insegnamento? Eppure sono tantissimi quelli che nelle scuole in cui sono stata non possedevano l’abilitazione nella materia d’insegnamento. Dove sta la "meritocrazia"? Da nessuna parte risulta che quel collega, nonostante abbia tentato due volte il concorso, non è mai riuscito ad uscirne "abilitato". In Italia però questo non è importante. La cosa più importante è fare politica occupazionale, dare lavoro il più possibile senza valutare le competenze e le capacità di chi si assume.

Nel privato, e leggevo ormai anche nelle scuole private, la tendenza è quella di richiedere il conseguimento dell’abilitazione. Mi sembra giusto. Scusami per la stizza che ho su questo argomento ma sono stanca di subire, all’inizio di ogni anno scolastico, le invettive subdole dei colleghi sessantenni ancora precari, che davanti al mio "giovane ruolo" vanno in segreteria a storcere il muso, a protestare, a chiedere di vedere chissà quali documenti o graduatorie di merito per "capire" come mai io sia di ruolo nella loro stessa classe di concorso e loro no.

Togliamoci dalla testa che la graduatoria di merito è un furto bell’è buono nei confronti di chi ha 150 punti nella GAE perché sono 30 anni che insegna. E togliamoci pure dalla testa che chi ha già un contratto a tempo indeterminato abbia la vita "sicura" perché io sono 5 anni che cambio scuola ogni volta, e non so dove sarò l’anno prossimo perché la mia cattedra è stata risucchiata da un sistema economico fallimentare e iniquo.

Cara Lalla, lasciamo che i docenti DOP da anni ritrovino una loro posizione, anche in altra classe di concorso, frequentando i TFA. Solo così potremo "sistemare" la drammatica situazione di chi un posto lo ha meritatamente conseguito e ingiustamente, se non perso, almeno precarizzato nella destinazione e forse, se la crisi finanziaria non finirà, ci sarà anche il licenziamento.Ma poi, come si fa a pensare di sistemare i precari, quando a noi di ruolo ci viene ufficiosamente detto di prepararci anche al licenziamento?

I disgraziati non sono soltanto i precari, noi DOP apparteniamo ad un limbo che sta volgendo sempre di più verso i cerchi più interni dell’inferno.Grazie per l’attenzione e per tutto il difficile lavoro di grande utilità che fai per tutti quanti noi.

Lalla – gent.ma Evelina, non mi dici a quale risposta fai riferimento, ma suppongo sia questa TFA per docenti a tempo indeterminato sovrannumerari

In essa io non mi dichiaro contraria al conseguimento dell’abilitazione da parte dei docenti di ruolo, tutt’altro. Conosco molto bene le tematiche scolastiche, non considero l’insegnamento un "impiego", per cui non potrei mai negare la necessità della formazione continua per tutti i docenti.

E’ un dato di fatto che il numero dei sovrannumerari è elevato. Se tutti i docenti sovrannumerari accedessero al TFA per il conseguimento di un’altra abilitazione, dovremmo riscrivere il senso di tutto quello che si sta facendo. Non dovremmo avere un ministro che fa il giro di televisioni e giornale affermando che la scuola ha bisogno di giovani insegnanti.

Dovremmo invece chiederci come coniugare entrambe le esigenze. E’ corretto far accedere al TFA (entro i numeri stabiliti) anche i docenti a tempo indeterminato, o per essi sarebbe auspicabile una diversa riconversione?

A questo dovrebbe dare una risposta il ministero, l’unico a poter informarci sull’entità del fenomeno. E’ innegabile che io ti auguri di poter conseguire l’altra abilitazione, ci mancherebbe altro, la partecipazione al TFA invece mi lascia perplessa.

L’importante, come dicevo nell’altra risposta, che la risposta al nostro interrogativo arrivi già nel bando di selezione, per non creare la situazione dell’ultimo corso abilitante.

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