Mobilità: nessun blocco per chi usufruisce di precedenze di cui all’art. 7 punti I), III), V) del Contratto

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Sergio – Gent.ma Lalla, ho letto tra le tue risposte che è possibile per il figli che assistono un genitore in situazione di gravità (L 104 con art. 33) in qualità di referente unico chiedere il trasferimento interprovinciale "superando" il vincolo quinquennale. Volevo chiederti se ciò è possibile anche per chi è stato immesso in ruolo l’ 1.9.2011 e che, pertanto, non chiede il trasferimento bensì la sede definitiva.

Infatti, da un lato all’ articolo 7 (V) del CCNI si dice che <<I figli che assistono un genitore in situazione di gravità hanno diritto ad usufruire della precedenza tra province diverse esclusivamente nelle operazioni di mobilità annuale.>> ma, dall’altro, il punto 2 dell’art. 13 del Titolo II del CCNI recita: <<i docenti nominati in ruolo senza sede definitiva, sono considerati, rispetto a qualunque sede richiesta, come provenienti da fuori sede; pertanto essi partecipano alla II fase dei trasferimenti nell’ambito della provincia. I predetti docenti, al fine di ottenere una sede definitiva nel corso delle operazioni di mobilità, devono presentare domanda di trasferimento per le sedi della provincia di titolarità; in caso contrario vengono trasferiti d’ufficio con punti zero.>>

Data l’importanza della sanzione per un eventuale "errore" (trasferimento d’ufficio con punti zero), ti prego di rispondere fornendoci le tue preziose delucidazioni.

Lalla – gent.mo Sergio, il Contratto sulla Mobilità 2012/13 presenta 3 situazioni in relazione ai trasferimenti interprovinciali

1) blocco quinquennale per i neo immessi in ruolo con nomina giuridica dal 1° settembre 2011 (legge 106/2011)

2) blocco triennale per i neo immessi in ruolo con retrodatazione giuridica al 1° settembre 2010 (legge 124/99)

3) nessun blocco per le categorie di personale di cui all’art. 7 punti I, III e V

  • personale non vedente (art. 3 della Legge 28 marzo 1991 n. 120)
  • personale emodializzato (art. 61 della legge 270/82)
  • disabili di cui all’art. 21, della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella "A" annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648;
  • personale (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia); detto personale ha diritto alla precedenza per tutte le preferenze espresse nella domanda, a condizione che la prima di tali preferenze sia relativa al comune in cui esista un centro di cura specializzato. Tale precedenza opera nella prima fase esclusivamente tra distretti diversi dello stesso comune
  • personale appartenente alle categorie previste dal comma 6, dell’art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601, del D.L.vo n. 297/94
  • assistenza al coniuge, e al figlio con disabilità, ovvero assistenza del figlio unico al genitore con disabilità
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