Rapporto di parentela con candidato esami di Stato I grado

Francesco – Salve. Sono un insegnante di scuola secondaria di primo grado. Quest’anno sarò commissario di esami e tra gli alunni che sosterranno gli esami c’è pure mio figlio. Cosa prevede la normativa rispetto a questa situazione? Come mi devo comportare? Nell’attesa di una sua cortese risposta porgo distinti saluti

Lalla – Gentilissimo Francesco, il caso di cui al quesito non è contemplato dalla normativa riguardante gli Esami di Stato del I grado per cui si potrebbe fare riferimento alla normativa dettata per l’analogo regime delle incompatibilità relativamente alla commissione d’esame di stato della scuola secondaria di II grado.

L’art. 13 dell’O.M. 41/2012, con riferimento agli adempimenti della riunione preliminare prescrive:

“Tutti i commissari debbono dichiarare per iscritto l’assenza di rapporti di parentela e di affinità entro il quarto grado, ovvero di rapporti di coniugio con i candidati che essi dovranno esaminare”.

Dopo aver previsto la sostituzione dei commissari incompatibili in riferimento alle situazioni di parentela e affinità sopra riportate, l’O.M. aggiunge: “Non si procede alla sostituzione del commissario interno legato da vincoli di parentela con un alunno o alunni, nel caso in cui il competente consiglio di classe non abbia ritenuto motivatamente di designare altri docenti della classe”.

Dal momento che per la scuola di I grado l’art. 9 comma 13 dell’O.M. 90/2001 prescrive che “In ciascuna scuola media è costituita una commissione per l’esame di licenza, composta d’ufficio da tutti i professori delle terze classi che insegnano le materie di esame previste dall’art. 3 della legge 16 giugno 1977, n. 348, nonché dai docenti che realizzano forme di integrazione e sostegno a favore degli alunni handicappati di cui al secondo comma dell’art. 7 delle legge 4 agosto 1977”, qualora il consiglio di classe “non abbia ritenuto motivatamente di designare altri docenti della classe” dovrai presenziare, al pari degli altri docenti e quindi a tutti gli effetti ai lavori della Commissione, compresa quindi l’attività di somministrazione e correzione degli elaborati nonché l’interrogazione orale in sede di colloquio finale nei confronti dell’allievo con il quale hai il legame di parentela.

Non dimentichiamo, infatti, che la correzione degli elaborati e la loro valutazione compreso il motivato giudizio del colloquio non sono di competenza del singolo docente ma dell’intera Commissione, come puntualmente indica l’art 9, comma 32 dell’O.M. 90/2001:

“Ogni sottocommissione opera collegialmente nella correzione degli elaborati e nello svolgimento del colloquio. Ai fini di una valida formulazione del motivato giudizio complessivo di cui al comma 34, è necessario che nei verbali risulti il giudizio della sottocommissione espresso sul colloquio sostenuto dal candidato ed una traccia del colloquio stesso.”

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