I presidi non concedono cattedre di Spagnolo perchè i docenti in graduatoria non sono preparati

inviato in redazione – Gent.ma Lalla, pensavo di aver capito che con il Tfa Speciale il Ministro volesse scrivere (o provare a scrivere) la parola fine all’annosa questione Docenti Precari di Terza Fascia.
A mio parere si stava andando verso la giusta rotta. I requisiti di accesso erano:
1) Stessa Classe di Concorso
2) Per almeno 3 anni di incarichi annuali o almeno 180 giorni continuativi

Vivo forse più di altri questo genere di problematiche in quanto sono Laureata in Lingue e Letterature Straniere (quadriennalista spagnolo) insegno Lingua Spagnola dal 2008 e sempre su incarico annuale settembre – 30 giugno. Per il mio primo anno di insegnamento sono stata scelta su Curriculum da un Preside dato che l’aggiornamento delle graduatorie ci sarebbe stato solo l’anno successivo 2009 e lui aveva necessità di personale. Questo la dice lunga sul fatto che una delle classi di concorso in cui servono abilitati e immissioni in ruolo è quella delle CdC 445 e 446.

Vorrei portare alla luce quello che da anni è sicuramente messo a tacere volutamente o no. Ci sono delle scuole nella mia provincia che sono state costrette (ai limiti della legalità) a non proporre lo studio della Lingua Spagnola o a toglierlo completamente dalla loro offerta formativa. STRANO visto il trend che porta i ragazzi a scegliere spagnolo perché è una lingua accattivante e che si presta ad essere vicina al mondo dei giovani grazie ai mass media che ce la propongono in tutti i programmi per teenagers!

Ho chiesto ad alcuni presidi e mi hanno spiegato che molti insegnanti di spagnolo in realtà risultano essere poco preparati e poco interessati alla materia insegnata!!! Soluzione: lì dove in graduatoria ci sono in pole position persone poco preparata lo spagnolo viene accantonato. A danno di tanti che come me per 3 o 4 anni hanno approfondito lo studio di una lingua con passione e dedizione e a scuola si dedicano ad attività extra come rappresentazioni teatrali e approfondimenti interdisciplinari.

Origine del problema? Semplice. Un insegnante di Lingue può insegnare qualunque lingua che abbia almeno due annualità. Quindi studio una lingua per due anni e la posso insegnare a scuola! Cosa che a me sembra a dir poco PARADOSSALE dal momento che con due annualità si arriva al massimo ad una preparazione da B2. Ora, se il mio obiettivo fosse insegnare tedesco o francese, ma le cattedre sono poche e le lingue poco richiesta dai ragazzi, posso sempre integrare la mia laurea con due anni di spagnolo e accumulare punti in una classe di concorso che fondamentalmente non mi interessa e avanzare con il punteggio nelle classi di concorso che mi interessano. Detto questo lei può immaginare che la soluzione della stessa classe di concorso per
3 anni consecutivi sembrava essere la scelta più logica:

1) Si eliminano giochetti del tipo “accumulo punti in una classe di concorso per ambire ad un’altra”
2) Il tfa Speciale è dedicato a quelle classi di concorso che davvero necessitano di personale (se il ministero per tre anni attinge alla terza fascia in una stessa classe di concorso è ragionevolmente presumibile che quella classe di concorso abbia bisogno di personale)

Ora mi chiedo: a chi conviene che ci siano precari?

Perché è questa la rotta che sta prendendo il TFA SPECIALE: si è abbattuto il paletto della stessa classe di concorso, si è frantumato quello dei 3 anni consecutivi e ci ritroveremo con un mare di abilitati che hanno già insegnato, ma in classi di concorso diverse e magari in modo frammentario durante l’anno.

Aver già fatto tirocinio significa a mio parere essere entrato a scuola a settembre ed esserne uscito a giugno dopo essersi confrontato con Consigli di Classe, programmazioni iniziali e finali, colloqui con le famiglie, eventuali corsi di aggiornamento… e tutto quanto l’insegnamento frontale “ci insegna”.

Scusi lo sfogo, spero non le sembri di parte, infondo io rientravo nel TFA SPECIALE anche prima delle varie modifiche di comodi, ma non vedo logica negli “aggiustamenti” ingiusti che si stanno macchinosamente incorporando in un TFA
Speciale che aveva in origine tutt’altra ragione d’essere. Quel che più mi fa rabbia è che i sindacati, affatto obiettivi incalzano su questi requisiti cercando di allargare il TFA SPECIALE a chiunque.

Lalla – gent.ma, non sta a me disquisire su quali siano i requisiti corretti per l’avvio del TFA speciale. Ho pubblicato la lettera perchè la procedura di non assegnare classi di spagnolo perchè ai primi posti della graduatoria ci sono insegnanti poco bravi è una procedura che mi fa riflettere.

Premesso che tutto quello che ti è stato detto può essere vero, che due anni di studio di una lingua possono non essere sufficienti per poterlo poi insegnare, che proprio in quella provincia si sono riuniti gli insegnanti meno preparati d’Italia, mi chiedo però sulla base di quali elementi ciò sia stato provato (rimostranze degli alunni, dei genitori, rendimenti scolastici disastrosi degli alunni, prove sulla preparazione degli insegnanti…. ).

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