Cala il silenzio sugli scatti di anzianità

Giancarlo – La disperazione ha lasciato il posto al silenzio di chi non capisce e ormai ha rinunciato a farlo. Nuovo anno, nuove richieste dal MIUR sulla digitalizzazione della scuola, sull’aggiornamento della didattica, sull’entusiasmo da trasmettere ai ragazzi. Argomenti sui quali il Ministro ha pienamente ragione. Soprattutto in un momento da tanti punti di vista delicato e difficile per l’intera società occidentale. La scuola è la formazione delle future generazione, centro propulsivo e nevralgico per ogni Paese. Allora nuove immissioni in ruolo, nuova organizzazione del reclutamento per i docenti con i TFA, nuovi concorsi ordinari con nuove regole, nuove sistemazioni per i colleghi inidonei e il personale in esubero.

Provvedimenti che hanno mostrato punti deboli, ma che almeno in parte mi sento di condividere. E per noi, generazione che è a metà della sua carriera e che concretamente fa andare avanti la scuola, nessuna attenzione? Neppure il riconoscimento di quanto dovuto rispetto ad un contratto peraltro già scaduto? Neppure la compassione di dire apertamente e definitivamente che gli scatti d’anzianità non verranno pagati? Non lo meritiamo. Ma sulla vicenda cali appunto il silenzio, da parte di tutti, sindacati e
Ministeri, forse è meglio così.

Lalla – la scorsa settimana le Organizzazioni sindacali hanno riaperto il dialogo con una lettera unitaria, minacciando la mobilitazione. Al momento siamo solo alle parole.

Scatti di anzianità subito, o sindacati uniti per mobilitazione

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