A chi assegnare gli spezzoni derivanti da utilizzazioni nei Licei Musicali?

Filippo – Gentile Lalla, le espongo una questione che sta riguardando in questi giorni le utilizzazioni nei Licei Musicali, e che sta provocando problemi di interpretazione da parte di diversi ATP, DS e OS.Il problema è questo: assodato che nei Licei Musicali è possibile chiedere da parte del personale di ruolo di A031 A032 e A77 anche su spezzoni in via eccezionale (lo indicano alcune circolari e il CCNI integrativo del 24 agosto scorso) però lo stesso CCNI stabilisce chiaramente, all’art. 6bis comma 3, che
l’orario complessivo non può eccedere quello stabilito dal CCNL:

“L’utilizzazione parziale comporta la disponibilità della corrispondente quota orario per le operazioni sull’organico di fatto relative all’anno scolastico 2012/2013. Si precisa che ai docenti parzialmente utilizzati in altro istituto su insegnamento di indirizzo del liceo musicale e/o coreutico non possono essere conferiti ulteriori spezzoni orari nelle scuole di servizio che diano luogo ad un orario settimanale superiore a quello previsto dal vigente CCNL”.

Quindi in soldoni, poiché l’art. 28 comma 5 dell’ultimo CCNL stabilisce che per la secondaria inferiore e superiore l’orario di insegnamento è 18 ore, se un docente della A77 viene utilizzato ad esempio per 4 ore al liceo musicale, il suo orario di insegnamento dovrebbe essere di 14 ore alle medie + 4 ore al liceo, e il DS dovrebbe rendere disponibili le residue 4 ore per le graduatorie di istituto…

DOVREBBE, ma NON è così. Difatti molti DS, avvalendosi di una norma del regolamento delle supplenze, il D.M n. 131 del 13 giugno 2007 (ma senza tener conto del CCNI del 24 agosto), poiché gli spezzoni resisi disponibili possono esser conferiti prioritariamente a docenti interni all’istituto abilitati nella materia, ignorando l’art. 6bis comma 3 che in questo caso li vincolerebbe, ‘restituiscono’ questi spezzoni ai docenti stessi che li hanno lasciati per l’utilizzazione… E secondo il mio parere, che coincide con quello di diverse ‘campane’ che ho sentito, le ore eccedenti alle 18 (fino a 24) potrebbero esser conferite soltanto a docenti che hanno un solo istituto di servizio (anche con diverse sedi), mentre sarebbero esclusi i docenti in servizio su due sedi (regolamento del 2007, e legge finanziaria del 2001), tanto più in due ordini di scuole diverse, e tanto più non trattandosi di supplenze, ma di utilizzazione (per cui vale il CCNI).

Tra l’altro alcune elementari considerazioni sullo spirito del CCNI avvalorerebbero il mio pensiero: di solito l’utilizzazione è su una cattedra intera, il caso dei Licei Musicali è eccezionale, per cui è ammessa l’utilizzazione anche su spezzone, però il 6bis compensa questa eccezione stabilendo il limite delle 18 ore (dato dal CCNL), di modo che non vi sia uno squilibrio di trattamento rispetto al resto del personale. Se io docente sono di ruolo, posso avere fino a 6 ore aggiuntive nel mio istituto, ma non posso andare a prendere 6 ore aggiuntive altrove!!!! Quindi perché di fatto la situazione in caso di mancata applicazione del 6bis dovrebbe diventare questa? E’ legittimo?

Tra l’altro, poiché l’attività di insegnamento dello strumento nei Licei Musicali e nelle medie ad indirizzo musicale si svolge prevalentemente di pomeriggio, un docente che ha 24 ore può creare anche disagi relativi alla partecipazione agli organi collegiali, perché sarà sempre impegnato nella didattica, e metterà a disagio ben due istituzioni (in caso di contemporaneità di consigli e collegi alle lezioni, l’obbligo della sorveglianza e della didattica prevale su quello collegiale, eccezion fatta unicamente per gli scrutini).

Come si può fare per far valere i diritti degli iscritti nelle GI e nelle GAE, che si vedono ‘usurpati’ gli spezzoni che dovrebbero invece liberarsi nelle medie, in base al principio che alcuni DS ignorano il 6bis e affermano che l’orario stabilito dal CCNL è 24 e non 18? E alcuni DS addirittura ‘dimenticano’ di restituire le ore, senza neanche far finta di renderle disponibili… a loro stessi!Non si potrebbe poi tentare di sollecitare il dirigente competente del Ministero, affinché emetta una nota di chiarimento che spieghi senza ombra di dubbio che le ore in caso di utilizzazione su spezzoni debbano essere 18, in modo tale da non penalizzare nessuno ma non dare adito a interpretazioni fantasiose della normativa? La ringrazio in ogni caso della sua attenzione, cordiali saluti.

Lalla – gent.mo Filippo, purtroppo in casi come questo è necessario avviare il contenzioso. Innanzitutto per dimostrare che l’orario cattedra per il docente di ruolo della scuola secondaria è di 18, come stabilito dall’art. 28 comma 5 del CCNL "

5. In coerenza con il calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali."

Non esiste, all’interno del CCNL alcun paragrafo in cui si dica che l’orario di insegnamento è di 24 ore. Alle 24 si può arrivare, all’interno dell’istituzione scolastica in cui si è in servizio, applicando la legge 448/2001 (Finanziaria 2002) e l’art. 1 comma 4 del Regolamento delle supplenze, che per comodità riporto

"Per le ore di insegnamento pari o inferiori a 6 ore settimanali che non concorrono a costituire cattedre o posti orario, si dà luogo, in applicazione del comma 4 dell’articolo 22 della legge finanziaria 28 dicembre 2001, n. 448, all’attribuzione, con il consenso degli interessati,dei citati spezzoni ai docenti in servizio nella scuola, in possesso di specifica abilitazione, come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo, fino ad un massimo di 24 ore settimanali"

Non incide sulla possibilità di accettare lo spezzone il fatto che il docente sia in servizio su più scuole, anche se è chiaro che alle 24 ore può arrivare combinando l’orario delle due sedi.

Ma analizziamo attentamente quanto indicato nel regolamento delle supplenze: questi spezzoni di cui parliamo sono " ore di insegnamento pari o inferiori a 6 ore settimanali che non concorrono a costituire cattedre o posti orario", ossia spezzoni già esistenti nell’organico di diritto, che non è possibile utilizzare per la formazione di cattedre intere e che quindi vanno assegnate diversamente (conoscerai sicuramente la trafila: gli spezzoni di questo genere in prima battuta vengono inviati dalla sede in cui si verifica la disponibilità all’Ufficio Scolastico per la formazione di cattedre da assegnare per la mobilità, utilizzazione/assegnazioni provvisorie, incarichi a tempo determinato. Se non è stato possibile utilizzarli ritornano nella sede e devono essere offerti in via prioritaria ai docenti in servizio in quella scuola prima di attivare lo scorrimento delle graduatorie di istituto).

Facile comprendere che gli spezzoni ai quali fai riferimento tu non hanno queste caratteristiche, poichè derivano dalla frantumazione di una cattedra per permettere l’utilizzazione al docente. Come va trattato lo spezzone derivato dalla frammentazione di una cattedra? In questo caso non c’entra nulla la legge 448/2001 e quella parte del regolamento delle supplenze, ma è necessario fare riferimento alla

nota Prot. n. 18329 del 25 settembre 2007, che afferma

"Assegnazione di spezzoni fino a sei ore al personale interno : confermando le precedenti circolari è ribadito che al personale interno non possono essere offerte ore che derivano dalla frantumazione di posti o cattedre"

Pertanto il chiarimento ministeriale c’è già stato e mi sembra anche abbastanza chiaro. A questo punto bisogna attivare le organizzazioni sindacali.

 

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