Figlio “referente unico” ed esclusione dalla graduatoria interna d’istituto

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Calogero – nel mese di settembre 2012 ho presentato al mio dirigente scolastico istanza per beneficiare dei permessi previsti dalla Legge 104/92, art. 33, e successive  modificazioni in quanto figlio di una persona con disabilità. L’istanza è stata corredata di certificazione rilasciata dall’ASL e dalle  dichiarazioni degli altri figli. Desidererei sapere, inoltre, se nella graduatoria interna di istituto avrei la  precedenza assoluta. Ancora, nonostante un sollecito, non ho ottenuto alcuna risposta al riguardo. La ringrazio e le auguro buone feste.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Calogero,

ai cittadini lavoratori, portatori di handicap grave riconosciuto ai sensi dell’art 3, comma 3 Legge 104/92 e ai loro familiari vengono concessi, in presenza di determinate condizioni, dei permessi retribuiti aventi come scopo la cura e l’assistenza del portatore di handicap.

La Legge e il CCNL/2007 non stabiliscono un periodo di tempo secondo cui il Dirigente scolastico debba “convalidare” la richiesta.

L’art. 15/6 del CCNL/2007 si limita ad indicare che “I permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 sono retribuiti come previsto dall’art. 2, comma 3 ter, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla legge 27 ottobre 1993 n. 423, e non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi nè riducono le ferie; essi devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti.

Tutt’al più il Dirigente, ai sensi della circolare INPS 155 del 3-12-2010, della Funzione Pubblica n. 13 del 6 dicembre 2010 (parere n. 13/2008 e circolare n. 8/2008), potrebbe chiederti una  “programmazione” mensile dei permessi fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile, non possono che prevalere sulle esigenze dell’Amministrazione e quindi anche sulla stessa “programmazione” eventualmente a suo tempo richiesta dal Dirigente e presentata dal dipendente.

Pertanto, una volta dimostrata l’esistenza del diritto a fruire dei permessi, puoi  appunto cominciare a fruirne compilando l’apposito modello che ti fornirà la segreteria e non sei tenuto a giustificare tali permessi di volta in volta.

Per ciò che riguarda invece l’eventuale esclusione dalle graduatorie interne d’istituto ti riporto quanto indicato nell’ipotesi di contratto della mobilità per l’anno scolastico 2013/14:

Ai sensi dell’art. 7, comma 2 (ESCLUSIONE DALLA GRADUATORIA D’ISTITUTO PER L’INDIVIDUAZIONE DEI PERDENTI POSTO) è escluso dalla graduatoria interna d’istituto chi effettua assistenza al coniuge, al figlio, al genitore (da parte del figlio referente unico che presta assistenza alle condizioni previste nel precedente punto V), al fratello o sorella convivente con l’interessato (nel caso in cui i genitori non possano provvedere all’assistenza del figlio perché totalmente disabile o in caso di scomparsa dei genitori medesimi) in situazione di disabilità.

Il “precedente punto V” afferma che  in caso di figlio che assiste un genitore in qualità di referente unico, la precedenza viene riconosciuta in presenza di tutte le sottoelencate condizioni:

“- documentata impossibilità del coniuge di provvedere all’assistenza per motivi oggettivi;

- impossibilità, da parte di ciascun altro figlio di effettuare l’assistenza al genitore disabile in situazione di gravità per ragioni esclusivamente oggettive, documentate con autodichiarazione, tali da non consentire l’effettiva assistenza nel corso dell’anno scolastico.

L’autodichiarazione rilasciata dagli altri figli non è necessaria laddove il figlio richiedente la precedenza in qualità di referente unico, sia anche l’unico figlio convivente con il genitore disabile. Tale situazione di convivenza deve essere documentata dall’interessato con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28.12.2000, n. 445, così come modificato ed integrato dall’art. 15, della legge 16 gennaio 2003, n. 3 e dall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011 (Si riconduce il concetto di convivenza a tutte le situazioni in cui sia il disabile che il soggetto che lo assiste abbiano la residenza nello stesso comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se interni diversi (Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 18 febbraio 2010, prot. 3884).

- essere anche l’unico figlio che ha chiesto di fruire per l’intero anno scolastico in cui si presenta la domanda di mobilità, dei 3 giorni di permesso retribuito mensile per l’assistenza (Qualora la certificazione della situazione di grave disabilità  venga rilasciata successivamente al 1° settembre dell’anno scolastico di riferimento, sono valide anche le richieste finalizzate alla fruizione dei 3 giorni di permesso mensile retribuito presentate successivamente all’inizio dell’anno scolastico, purché entro i termini di scadenza previsti per le domande di mobilità) ovvero del congedo straordinario ai sensi dell’art. 42 comma 5 del D.L.vo 151/2001. In assenza anche di una sola delle suddette condizioni per il figlio referente unico che assiste un genitore in presenza di coniuge o di altri figli, la precedenza nella mobilità provinciale prevista dalla L. 104/92 potrà essere fruita esclusivamente nelle operazioni di mobilità annuale.

L’esclusione dalla graduatoria interna per i beneficiari della precedenza di cui al punto V si applica solo se si è titolari in scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito.

Qualora la scuola di titolarità sia in comune diverso o distretto sub comunale diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per l’anno scolastico 2013/2014, domanda volontaria di trasferimento per l’intero comune o distretto sub comunale del domicilio dell’assistito o, in assenza di posti richiedibili, per il comune o il distretto sub comunale viciniore a quello del domicilio dell’assistito con posti richiedibili (Per posto richiedibile si intende l’esistenza nel comune di una istituzione scolastica corrispondente al ruolo di appartenenza dell’interessato, a prescindere dall’effettiva vacanza di un posto o di una cattedra assegnabile per trasferimento al medesimo.).
Quanto sopra non si applica qualora la scuola di titolarità comprenda sedi (plessi, sezioni associate) ubicate nel comune o distretto sub comunale del domicilio del familiare assistito.”

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