Aspettativa per motivi di famiglia: rientro anticipato del titolare e contratto del supplente

Scuola – Gentile Redazione,
si chiede una delucidazione su un argomento piuttosto complesso. Una docente di lettere di ruolo in questo istituto ha chiesto aspettativa per motivi di famiglia dal 12 settembre all’8 marzo. L’aspettativa è stata concessa e in data 22 dicembre è pervenuta una domanda della stessa docente in cui spiega, in modo dettagliato, i motivi per cui ha intenzione di interrompere l’aspettativa manifestando così la volontà di rientrare in servizio giorno 7 gennaio. Precisiamo che dal 17 settembre abbiamo fatto sottoscrivere un contratto di supplenza ad un docente, prima su avente diritto e poi da graduatoria definitiva di I fascia in quanto di nuovo aspirante alla supplenza. Il contratto termina l’8 marzo. Si chiede se c’è la possibilità di accogliere la richiesta della docente ed eventualmente su quale normativa dobbiamo basarci. Si ringrazia in anticipo per la consulenza.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’aspettativa di cui all’oggetto (aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio) è regolata dagli artt. 69 e 70 del T.U. approvato con D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 e dall’art. 18/1 del CCNL/2007 del comparto Scuola.

In particolare, l’art. 69 citato afferma che:

“L’aspettativa può in qualunque momento essere revocata per ragioni di servizio. Il periodo di aspettativa non può eccedere la durata di un anno. L’impiegato non ha diritto ad alcun assegno.

Il tempo trascorso in aspettativa per motivi di famiglia non è computato ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e previdenza.

L’impiegato che cessa da tale posizione prende nel ruolo il posto di anzianità che gli spetta, dedotto il tempo passato in aspettativa”.

Mentre l’aspettativa può essere quindi revocata dal Dirigente in qualunque momento per ragioni di servizio (la revoca deve comunque essere per iscritto e motivata), il dipendente non può invece interromperla se non per causa di malattia per l’ipotesi di gravi patologie che determinano lunghi periodi di assenza.

È  di questo avviso L’ARAN, che negli Orientamenti Applicativi SCU39 e SCU25 per il comparto Scuola afferma che:

“L’aspettativa per motivi di famiglia o personali, prevista dall’art. 18, comma 1 del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del D.P.R. n. 3/57, i quali nulla dispongono sulla interruzione di tale aspettativa ma solo sulla revoca della stessa ad opera del dirigente scolastico per ragioni di servizio.
[…]
L’interruzione si deve però ritenere possibile, se per causa di malattia per l’ipotesi di gravi patologie che determinano lunghi periodi di assenza, atteso che tale situazione genera impossibilità di assolvere a doveri lavorativi e a svolgere prestazioni specifiche non giustificabile con l’aspettativa per motivi di famiglia.”

L’ARAN ritiene dunque possibile l’interruzione dell’aspettativa esclusivamente per causa di malattia per l’ipotesi di gravi patologie che determinano lunghi periodi di assenza.

Si è comunque del parere che nel momento in cui il Dirigente riceva una lettera da parte del dipendente con delle “valide motivazioni” e le ritenga tali, possa anche accettare la richiesta del rientro anticipato.

In questo caso, però, e chiedo di fare molta attenzione su questo aspetto, non cambierà la situazione del docente supplente con contratto fino all’8 marzo: non è possibile la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per “rientro anticipato del titolare” e bisognerà rispettare la naturale scadenza del contratto firmato dal supplente.

Giova infatti ricordare che la risoluzione del contratto stipulato con il supplente a seguito del “rientro anticipato del titolare” era espressamente prevista dal CCNL/1995, mentre analoga previsione non è stata riportata nei successivi CCNL del 2003 e del 2007 (quest’ultimo ancora in vigore).

Pertanto non è più applicabile. A questo link abbiamo già affrontato l’argomento.

In conclusione, in merito ai quesiti posti si ritiene che il Dirigente, se lo ritiene opportuno e ci sono alla base delle valide motivazioni prodotte dalla titolare, potrebbe anche accettare il rientro in sevizio di quest’ultima.

La titolare, però, dovrà essere informata che non potrà rientrare nelle classi in quanto il supplente a suo tempo nominato in sua sostituzione rimarrà in servizio fino all’8 marzo, giorno della naturale scadenza del contratto.

La titolare potrà quindi rimanere a disposizione fino all’8 marzo in analogia a quello che accade ai docenti che rientrano in servizio “dopo il 30 aprile”.

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