Supplenze: si lavora ma non si viene pagati

Sim – Gentilissima Lalla, spero che avrai il tempo per rispondere anche a me, che, in questo momento, sollevo una questione che poco attiene ai concorsi e alle questioni affini… Sono una supplente, e, dopo il decreto Gelmini, il numero delle mie giornate lavorative si era ridotto in modo drammatico (10-20 gg. in un anno scolastico!!!). Ultimamente, pare che qualcosa si muova in positivo: qualche scuola ricomincia a chiamare, e i periodi lavorativi sono lievemente più lunghi, insomma, apparentemente, ci sarebbe da sentirsi più ottimisti… c’è un però: da settembre, io, e come me le mie "colleghe di sventura", lavoriamo senza percepire una lira…

Il Ministero ci tratta come carne da macello, a scuola siamo le ultime entità in ordine di importanza… tutte noi svolgiamo il nostro lavoro con coscienza, passione e puntualità, "resistiamo" in vista di un qualche miracoloso miglioramento che ci garantisca un minimo di dignità, ma molte di noi sono costrette a trovarsi un secondo lavoro, perchè se dovessimo vivere di questo, beh… sarebbe decisamente la fine. Non vorrei addentrarmi in dettagli troppo personali, ma sono sola, ho due figli a carico, e teoricamente dovrei poter vivere del lavoro che ho scelto… invece, spesso, mi ritrovo a dover chiedere aiuto alla mia famiglia (a 40 anni suonati e con 10 anni di
supplenze brevi sulle spalle!) persino per affrontare i costi per potermi recare al lavoro… L’alternativa è rinunciare alla nomina del momento, con tutte le conseguenze del caso.

Possibile che niente e nessuno ci tuteli? Ora, non parliamo di retribuzione vera e propria, ma almeno che ci venisse rimborsato tempestivamente il viaggio in base ai chilometri percorsi, così da permetterci di presentarci sul posto di lavoro… Quando ho scelto questa professione ero motivata e piena di ideali… ora, spesso, mi domando chi me lo faccia fare. Sono amareggiata e delusa. Il Ministero, i soldi per il Concorsone li ha trovati, ma quelli da attribuire alle scuole per la retribuzione dei docenti??? Dove sono??? Perchè se io devo qualcosa allo Stato, in caso di ritardo vengo penalizzata, e lo Stato può permettersi di pagare le mie prestazioni anche con sei mesi di ritardo?

Lalla – gent.ma, capisco il senso di frustrazione che si percepisce. Purtroppo alcune segreterie scolastiche, oberate da troppo lavoro, non hanno fatto attenzione ad una nuova procedura per il pagamento delle supplenze. A ciò si è aggiunto un malfunzionamento del sistema SIDI (camuffato dal Ministero), che ha bloccato il tutto. Il Ministero ha cercato di mettere una pezza, ma le scuole si sono messe in regola nel mese di dicembre, per cui nella maggior parte dei casi gli stipendi saranno percepiti non prima di gennaio.

Informati innanzitutto presso le segreterie che la procedura di pagamento sia corretta Supplenze, le indicazioni alle segreterie per il pagamento degli stipendi (anche arretrati) , controlla lo stato della pratica attraverso la tua pagina personale di Istanze on line, sulla destra della pagina Altri servizi – Contratti on line.

Se il problema dovesse persistere, prendi in considerazione l’idea di una diffida da inviare tramite il sindacato.

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