Il congedo parentale fruito dai 3 agli 8 anni del bambino

Amalia – sono  docente a t.d. ho un figlio di 3 anni compiuti il 18/9/2009, ho usufruito del congedo parentale solo per i primi 4 mesi dalla sua nascita cioè  3
mesi obbligatori +1 al 100%; vorrei chiedere se posso ancora usufruire di altri mesi
(fino al compimento del’ottavo anno), se sì quanti mesi mi spetterebbero ancora e
cosa accadrebbe a livello retributivo e di servizio?
grazie per la gentile attenzione e buon 2013.

Paolo Pizzo – Gentilissima Amalia,

non hai usufruito di 4 mesi di congedo parentale ma solo di un mese, il primo, pagato al 100% e fruito nei primi 3 anni di vita del bambino.  Gli altri mesi di cui parli sono infatti quelli del congedo obbligatorio, nel tuo caso fruiti 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto.

Pertanto, hai ancora diritto a 5 mesi da fruire dai 3 agli 8 anni vita del bambino (compreso il giorno dell’ottavo compleanno).

Giova infatti ricordare che è riconosciuto un periodo di congedo parentale di massimo di 6 mesi (in caso di parto plurimo 6 mesi per ciascun figlio), computato complessivamente tra i due genitori. (Al di fuori dei primi sei mesi, tutti i restanti periodi di congedo parentale, indipendentemente dal reddito individuale, sono coperti da contribuzione figurativa calcolata attribuendo come valore retributivo il 200 % del valore massimo dell’assegno sociale, proporzionato ai periodi di riferimento).

Questa la differenza di congedo se fruito fino ai 3 anni oppure dal giorno dopo il terzo compleanno agli 8 anni del bambino:

  • Fino al 3° anno di vita del figlio, durante la fruizione del congedo parentale, all’interno del periodo temporale di 6 mesi, i primi 30 giorni, complessivi per entrambi i genitori, e fruibili anche frazionatamene, sono retribuiti per intero (senza alcuna limitazione di reddito), con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e delle indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose alla salute; sono utili ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie, ma non della tredicesima mensilità. I restanti periodi, fino a concorrenza del limite di 6 mesi (dodici mesi in caso di parto gemellare): sono retribuiti al 30%, coperti da contribuzione figurativa e utili ai fini dell’anzianità di servizio ma non delle ferie e della tredicesima mensilità. Per i periodi eccedenti i 6 mesi, comunque computati nell’anzianità di servizio ma che comportano la riduzione delle ferie e della tredicesima mensilità, è dovuta una indennità pari al 30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti inmateria di limiti reddituali per l’integrazione al minimo.
  • Oltre il 3° anno di vita e fino agli otto anni, gli eventuali ulteriori periodi di congedo parentale sono remunerati solo con l’indennità del 30% della retribuzione se sussistono le condizioni reddituali previste dall’art. 34, comma 3 del D. Lgs. n. 151/2001: il reddito individuale dev’essere inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Nessuna indennità se si supera il limite reddituale.

Pertanto, rientrando il tuo caso nella seconda ipotesi avrai diritto al 30% di indennità se il tuo reddito non superi euro 15.617,22 ( = 6.246,89 x 2,5), altrimenti non potrai avere nessuna indennità.

Tale era l’importo previsto dall’INPS per il 2012. Nel calcolo del reddito andrà considerato il reddito assoggettabile all’imposta Irpef percepito dal genitore richiedente nell’anno in cui inizia il congedo, esclusa l’indennità per congedo parentale, il reddito della casa d’abitazione, i trattamenti di fine rapporto (TFR) comunque denominati e i redditi derivanti da competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Per il 2013 ovviamente ancora non si conosce l’importo, va sempre dichiarato il reddito individuale presunto per l’anno di riferimento (anno in corso).

I periodi di congedo parentale, anche non retribuiti,  sono computati nell’anzianità di servizio.

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