I 3 giorni di permesso per lutto sono retribuiti anche per il personale precario

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Laura  – Sto lavorando in qualità di insegnante di sostegno presso una scuola sec. di 1° Grado della provincia di Torino e con contratto fino all’ avente diritto. Due giorni fa ho avuto un lutto in famiglia e desidero chiederti, se è possibile chiedere un permesso oppure se è obbligatorio richiedere delle ferie. Ti informo infatti che, in seguito al lutto, devo anche affrontare un trasloco e non so come fare. Ti prego rispondimi.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

il CCNL/2007 all’art. 15/1 indica che il dipendente della scuola (docente e ATA) con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ha diritto, sulla base di idonea documentazione anche autocertificata, a 3 giorni di permessi retribuiti per lutto per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado.

Sono parenti entro il secondo grado, per i quali non occorre il requisito della convivenza: i genitori, i nonni, i figli, i loro figli (nipoti di 2° grado), i fratelli e le sorelle.

Sono affini di primo grado, per i quali non occorre il requisito della convivenza: suoceri, generi e nuore.

L’art. 19/7 dello stesso Contratto precisa che il diritto alla fruizione dei 3 giorni retribuiti per lutto spettano anche al personale assunto a tempo determinato (anche se assunto per “supplenza breve”).

I 3 giorni sono attribuiti per “ogni evento” e si possono fruire anche in modo frazionato.

Es. Il dipendente può chiedere i permessi nelle giornate di venerdì, sabato e lunedì.

Oppure di venerdì, lunedì e martedì.

In questo caso nei giorni di permesso non dovranno essere considerati i giorni festivi e quelli “liberi” o non lavorativi.

Il permesso spetta di diritto e non è subordinato alla discrezionalità del dirigente scolastico o alle “esigenze dell’amministrazione”.

Il dirigente deve solo limitarsi a verificare la sussistenza o meno dei presupposti di legge (il decesso del coniuge, parente o affine).

I permessi sono quindi erogati a domanda, da presentarsi al dirigente scolastico (il quale non può rifiutarsi di accordare il permesso) corredati da idonea documentazione anche autocertificata.

Meno normata è invece la questione entro quanto tempo dall’evento i docenti e il personale ATA possono fruire dei 3 giorni permessi.

Non essendo applicabile il D.M.  n. 278/2000 che all’art. 1 afferma che “I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso o dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici” in quanto i 3 giorni di permesso sono espressamente previsti dal nostro Contratto e non possono quindi essere derogati dal D.M. citato,
sulla questione è intervenuta per ben due volte L’ARAN :

  • con nota Prot. sc2/7944 del 19-XI-2003 (Oggetto: art. 15 del CCNL Scuola 24-7-2003) ad un quesito relativo ai permessi per matrimonio o per lutto e a cosa si dovesse intendere con l’espressione “evento o occasione” afferma:

“L’espressione “evento o occasione” deve intendersi come la causa che fa sorgere il diritto del dipendente e non il “dies a quo” dello stesso.

Quest’ultimo si affida ad evidenti ragioni di buon senso da riferire, comunque, alla volontà dell’interessato che, per motivi organizzativi che attengono alla sfera di personali decisioni, potrà anticiparne (nel caso del matrimonio) o differirne (in entrambi i casi) la fruizione in un periodo di tempo ragionevolmente congruo rispetto all’evento”.

  • In risposta ad un altro quesito per il comparto Scuola (Esiste un limite temporale entro cui fruire dei permessi retribuiti per lutto?), riafferma:

“A parere di questa Agenzia, l’art. 15, comma 1, alinea II^ del CCNL 29/11/2007 del comparto Scuola che discipline i permessi retribuiti per lutto, seppure non disponga il limite temporale entro cui utilizzare i 3 giorni concessi al dipendente avente diritto, autorizza, comunque, l’utilizzo non oltre un ragionevole lasso di tempo dall’evento stesso in considerazione della natura specifica che origina tali permessi.

Nel caso paradossale proposto nel quesito, a nostro avviso, il dipendente potrà beneficiare di altri istituti normativi del contralto di lavoro, come ferie o permesso retribuito per particolari motivi persona e familiari.”

Pertanto, il permesso per lutto può essere fruito in occasione dell’evento, e, quindi, con una decorrenza che può essere spostata anche di qualche giorno rispetto all’evento stesso, anche in modo non continuativo.

Laddove sia necessaria una fruizione posticipata legata a motivi organizzativi che attengono alla sfera di personali decisioni (es. necessità di recarsi a distanza di tempo nella località ove è sepolta la persona defunta per espletare pratiche burocratiche), questa dovrà avvenire in un periodo di tempo “ragionevolmente congruo”.

È ovvio che più la richiesta di permesso si allontana dall’evento tanto più il dipendente dovrà documentare i motivi che possono richiedere una fruizione posticipata del permesso.

In questo caso spetterà dunque anche al Dirigente, in base alla documentazione prodotta del dipendente,  la valutazione del “periodo di tempo ragionevolmente congruo”.

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