Congedo matrimoniale: arco temporale entro il quale usufruirne

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Maria Antonietta – Gent. Lalla, in relazione ad una tua risposta di quanto in oggetto (“la risposta è affermativa, la norma relativa alla fruizione del congedo matrimoniale " da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso" interessa anche i docenti precari, purchè quest’arco temporale ricada all’interno del contratto, come specificato nell’art. 19 del CCNL), fidando di quanto letto (premetto che sono precaria nella scuola dell’infanzia con contratto firmato ad ottobre 2012), mi facevo firmare dal coordinatore i 15 gg. di cong.matr. dal 07/01/2013 al 22/01/2013, con matrimonio che doveva avvenire il 15/12/2012 (il 19 inviava via fax al Comune il Cert. Di Matr.).

Il coordinatore in data 21/12/2012 si recava in Comune di Roma per altre questioni, e ricordava agli addetti se avevano provveduto per le sostituzioni nel periodo su citato: questi rispondevano che i 15 gg. dovevano essere presi dalla data del matrimonio, documentando la cosa con fotocopia contenente Parere Aran

795-19E2

il quale riporta l’art.19, comma 3 del CCNL, nel quale vi è solo lì indicazione “..L’espressione “in occasione del matr.stabilisce uno stretto collegamento tra l’evento matr. e la fruizione del permesso; ne consegue che i due eventi devono realizzarsi in modo che il periodo di fruizione possa essere giustificato dall’occasione del matr. Considera che a mio marito, impiegato statale a tempo ind., chiesto lo stesso permesso, non è stato obiettato nulla.

Pregoti farmi sapere come stanno le cose (con le eventuali pezze d’appoggio!!!): se avessero ragione loro:

- Il ordinatore aveva firmato il cong.matr.: non doveva essere lui a dirmi che non potevo !!!

- Anche dal Comune non mi è stato notificato nulla.

- La settimana dal 17 al 21/12/2012, io ho prestato servizio, mentre secondo loro dovevo essere in cong.matr.: come considerare il recupero di questi giorni? Da quello che mi ha detto il ordinatore, vorrebbero equipararli al congedo ordinario, non sono due cose distinte?

Ringraziandoti anticipatamente per quanto potrai indicarmi

Cordiali saluti

Lalla - gent.ma Maria Antonietta, mi sembra di capire che lavori in una scuola dell’infanzia comunale. Se il riferimento per il tuo contratto di lavoro è il CCNL 2006 2009 (cioè lo stesso che per le scuole statali), è presto detto: il parere ARAN che ti è stato mostrato, il

795-19E2, fa riferimento all’art. 19 comma 12 del CCNL del 06.07.1995, non più in vigore.

In quel contratto infatti la formulazione "in occasione del matrimonio" lasciò perplessi, non riuscendo ad individuare un arco temporale che mettesse tutti d’accordo. Ed ecco quindi il parere Aran

Da quando si avvia la fruizione dei permessi per matrimonio?
La attuale disciplina dell’art. 19, comma 3, del CCNL del 6.7.1995 riconosce espressamente il diritto dei lavoratori a fruire di quindici giorni consecutivi di permesso retribuito “in occasione del matrimonio”.L’espressione “in occasione del matrimonio” stabilisce uno stretto collegamento tra l’evento matrimonio e la fruizione del permesso; ne consegue che i due eventi devono realizzarsi in modo che il periodo di fruizione possa essere giustificato dalla “occasione” del matrimonio.
Tale necessario collegamento, anche se non significa che la giornata del matrimonio deve essere sempre ricompresa nei quindici giorni di permesso, non può neanche comportare che la relativa fruizione sia del tutto svincolata dell’evento giustificativo. Come indirizzo pratico, ad esempio, riteniamo che in occasione di un matrimonio celebrato nella giornata di sabato (non lavorativa), il permesso retribuito possa ragionevolmente decorrere dal lunedì successivo (prima giornata lavorativa).

Adesso, nel nuovo contratto 2006 2009 la questione è stata chiarita quando all’art. 15 comma 3 si indica "3. Il dipendente ha, altresì, diritto ad un permesso retribuito di quindici giorni consecutivi in occasione del matrimonio, con decorrenza indicata dal dipendente medesimo ma comunque fruibili da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso"

Pertanto quale periodo deve essere considerato "occasione del matrimonio" è indicato nel nuovo Contratto, ti consiglio di far leggere loro la parte di interesse.

Tra l’altro, ti faccio notare che neanche nel parere che ti è stato mostrato c’era scritto che il congedo dovesse avere inizio con la data del matrimonio (altro scoglio ampiamente superato in questi anni), poichè non si può negare che per un periodo di tempo prima e dopo la cerimonia, il soggetto sia ancora nell’atmosfera del matrimonio, in quella che nel contratto è definita "occasione di matrimonio". Pertanto, a livello letterale, la giustificazione che la data del matrimonio debba essere ricompresa nel congedo non è indicata neanche nel parere, che anzi ha anticipato quanto poi recepito nel nuovo contratto, in cui si è voluto dare una delimitazione, al fine di evitare inutili interpretazioni.

Tale interpretazione (il congedo in occasione del matrimonio può essere richiesto da una da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso) non può che valere anche per il docente a tempo determinato, non essendoci alcun elemento ostativo in merito, purchè il permesso in oggetto ricada all’interno del contratto stesso, come detto in precedenza.

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