Docente non può assumere servizio per minacce d’aborto. La supplenza deve essere conferita comunque?

Scuola – Una supplente ha diritto al contratto a tempo determinato nel caso in cui venga telefonicamente contattata per una supplenza? La stessa è nelle condizioni di non potere assumere servizio perché a letto per minaccia d’aborto. Non avendo in atto un rapporto di lavoro con enti, scuole , privati ecc. non ha avviato la pratica all’Ispettorato del lavoro perché la collochi in interdizione. In questo caso la nomina le spetta comunque senza dovere perfezionare il rapporto di lavoro o con l’effettiva assunzione?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

Il D.M. 131/07 (Regolamento delle supplenze) all’art. 1, comma 7 recita testualmente:
“Il conferimento delle supplenze si attua mediante la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, sottoscritti dal dirigente scolastico e dal docente interessato, che hanno effetti esclusivi dal giorno dell’assunzione in servizio”.

Lo stesso Decreto all’art. 8 elenca quali sono gli “Effetti del mancato perfezionamento e risoluzione anticipata del rapporto di lavoro”, precisando al comma 4 che:
“Le sanzioni non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola”.

Detto questo, né il Regolamento delle supplenze né il CCNL Comparto Scuola prevedono che il docente possa essere ritenuto in servizio o possa posticiparne l’assunzione, anche se all’atto della sola convocazione o interpello produca una qualche giustificazione (anche documentata come un certificato medico).

Al limite, come già detto, l’eventuale “obiettiva documentazione” prodotta potrà far sì che le sanzioni previste al caso non siano applicate.

Nel caso dell’interdizione/congedo obbligatorio, invece, quanto detto viene meno perché le docenti che si trovano in tale status sono considerate sempre in “effettivo servizio”: ai fini dell’accettazione (effettuata anche solo con fonogramma) della supplenza e della proroga o conferma dei contratti, il tutto senza mai assumere fisicamente servizio a scuola.

Nel caso di specie, quindi, se la docente non ha prodotto un certificato redatto da un ginecologo che attesti l’interdizione dal lavoro e, anche se in un secondo momento dall’invio del certificato, non ha altresì avviato le pratiche presso l’ASL (dal 1° aprile del 2012 l’interdizione per gravi complicanze della gestazione non sono più di competenza dell’Ispettorato del Lavoro), non può essere considerata in “effettivo servizio” senza il perfezionamento del rapporto di lavoro e altresì non è possibile posticiparle la presa di servizio.

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