La docente in regime di part time o spezzone orario ha diritto ai riposi per allattamento

Scuola – Un docente in part time per tutto l’anno con rapporto di lavoro di 9 ore ha  presentato domanda di riduzione oraria per allattamento. Abbiamo protocollato la domanda ma permangono dei dubbi. Anche se l’orario è inferiore alle 13 ore,  è legittimo concederlo?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la richiesta effettuata dalla docente è più che legittima.

In entrambe le tipologie di part-time, verticale e orizzontale (o di spezzone orario), il permesso è sempre subordinato, come per il personale a tempo pieno, esclusivamente all’orario di lavoro giornaliero e le ore di riposo, da utilizzare anche cumulativamente all’inizio o alla fine dell’orario di lavoro, devono essere così ripartite:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

Nel calcolo delle ore da ridurre non deve essere compreso l’eventuale giorno libero o i giorni in cui la docente non è in servizio.

Il fatto che nel quesito si parli delle “13 ore” so che non è un caso, in quanto chi scrive è a conoscenza del fatto che in alcuni siti di sindacati provinciali e in un manuale che si occupa di assenze del personale della scuola, si specifica che alla docente che ha meno di 13 ore non spetta alcuna riduzione di orario.

Ciò non ha nessun fondamento, anzi.

Durante gli anni ’80 del Novecento la questione “allattamento” è stata affrontata dall’allora MPI (ora MIUR) con diversi Telex e Note.

Il Telex n.278/1985:

“Riferimento riduzione orario ex art. 10 L. 1240/71, docente habet titolo fruire riduzione orario per esigenze allattamento per non meno di cinque ore settimanali, atteso che orario di insegnamento viene prestato in 5 gg. settimanali. Precisasi inoltre che riduzione stessa potrà essere realizzata togliendo all’insegnante predetta una o più classi, evitando in tal modo che in una stessa classe prestino servizio due insegnanti nell’arco settimanale”.

Per ciò che invece riguarda nello specifico il quesito:

Con nota n. 7201/1981 (in risposta all’ex Provveditorato di Vicenza) il Ministero affermava che

“[…] alla lavoratrice madre nominata supplente per sei ore settimanali di lezione non competa la riduzione dell’orario prevista dall’art.10 Legge n.1204/1971, in quanto “le disposizioni legislative e regolamentari fanno riferimento alla ipotesi tipica di un orario di lavoro previsto per l’intera durata stabilita per la categoria di dipendenti alla quale appartiene la lavoratrice madre, durata che per il personale docente delle scuole secondarie è fissato in 18 ore settimanali”.

Ma con telex del 21 gennaio1984 il Ministero ritorna sui suoi passi e riconosce il diritto ai riposi anche al supplente temporaneo con spezzone orario.

Precisa però, che il riposo non spetta nel caso il numero ore di insegnamento per cui la nomina è stata conferita è talmente ridotto che di fatto si risolverebbe in esonero totale dall’insegnamento.

Dal momento che la norma sull’allattamento fa riferimento ad un’ora (o due) di riposo per ogni giorno lavorativo, e non all’orario settimanale di lavoro, anche il docente, per fare un esempio “estremo”, nominato per sole 4 ore a settimana su due classi o per due insegnamenti nella stessa classe (2+2) potrà avere la riduzione oraria.

Questo telex, quindi, è quello che dovrebbe essere il più pubblicizzato e il più conosciuto, altrimenti si continua a non rispettare i diritti dei docenti, invece si insiste ancora sulla questione delle “13 ore” al di sotto delle quali non si possono concedere i riposi.

Questione che, ripeto, non è mai esistita (almeno dal 1984 ad oggi…).

Pertanto, anche la docente in regime di part time (o spezzone orario) di 9 ore dovrà fruire delle ore di riposo, una per ogni giorno lavorativo.

Si presume che le ore siano svolte in 3 giorni, quindi la riduzione opererà per 3 ore (se fossero distribuite in 4 giorni saranno 4 ore).

Nel caso ci sia difficoltà a mantenere l’unicità d’insegnamento (ai sensi del Telex n.278/1985 sopra citato), alla docente potrebbero anche essere tolte le ore di insegnamento in una classe (es. 2 ore) ed un’ora assegnata a disposizione (2+1).

Per concludere, se la docente rientra da un periodo di congedo ed è stata sostituita finora da un supplente, le ore di riduzione che si andranno a determinare rimarranno al supplente per  continuità didattica (art. 7/4 D.M. 131/07), senza necessità di riscorrere la graduatoria.

Se invece la titolare è tuttora presente, sulle ore di riduzione che si andranno a determinare bisognerà necessariamente nominare un supplente.

La guida di OS.

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