Passaggio di ruolo dal II al I grado: emissione di un decreto manuale da parte della segreteria

Segreteria Amministrativa – Quali adempimenti deve fare la segreteria che ha – per trasferimento – un docente che ha SCELTO di passare dal ruolo della scuola secondaria al ruolo della scuola media? Sapevamo che per legge non può tornare indietro come stipendio, e – avendo già una ricostruzione di carriera vistata al superiore  e visto che il SIDI non fa queste ricostruzioni -, abbiamo emesso un decreto manuale partendo da quello del superiore . Il nostro USP dice che è sbagliato. La Ragioneria invece l’ha vistato. Quale è la normativa giusta?

Paolo Pizzo – Gentile Segreteria,

si è del parere che avete agito correttamente e si concorda con il visto della Ragioneria.

Per ciò che riguarda il passaggio da una carriera ad un ‘altra all’interno della stessa amministrazione, il Consiglio di Stato – sez VI – 1° febbraio 2010 n. 403 ha affermato che deve essere assicurato il rispetto del precetto che vieta una reformatio in pejus del trattamento retributivo, assicurando al dipendente uno stipendio non inferiore a quello in godimento all’atto del passaggio.

L’art. 202 del D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 recita:

“Nel caso di passaggio di carriera presso la stessa o diversa amministrazione agli impiegati con stipendio superiore a quello spettante nella nuova qualifica è attribuito un assegno personale, utile a pensione, pari alla differenza fra lo stipendio già goduto ed il nuovo, salvo riassorbimento nei successivi aumenti di stipendio per la progressione di carriera anche se semplicemente economica”.

I commi 57 e 58 dell’art. 3 della legge n. 537/93 recitano:

“Nei casi di passaggio di carriera di cui all’articolo  202  del citato  testo  unico  approvato  con  decreto  del  Presidente  della Repubblica  10  gennaio  1957,  n.  3,   ed   alle   altre   analoghe disposizioni, al personale con stipendio o retribuzione  pensionabile superiore a quello spettante nella nuova posizione e’  attribuito  un assegno personale pensionabile, non riassorbibile e non rivalutabile, pari alla differenza fra lo stipendio o retribuzione pensionabile  in godimento all’atto del  passaggio  e  quello  spettante  nella  nuova posizione.  L’assegno personale di cui al comma 57 non  e’  cumulabile  con indennità fisse e continuative, anche se non pensionabili, spettanti nella  nuova  posizione,  salvo  che  per  la   parte   eventualmente eccedente.”

Dal momento che il SIDI non prevede tali ricostruzioni, come detto bene nel quesito, il riferimento normativo che convalida in positivo il vostro operato  è la Nota MIUR prot. n. 5158 del 12 dicembre 2001 in cui è scritto che è necessario provvedere alla stesura manuale di tutti quei provvedimenti che, per la loro particolarità, non sono suscettibili di trattamento con le procedure automatizzate.

Si riporta la nota per intero:

“Continuano a pervenire a questa Amministrazione, sia da parte di alcuni Uffici periferici che da parte degli interessati, segnalazioni relative all’impossibilità di definizione di pratiche di ricostruzione di carriera, necessarie anche ai fini dei provvedimenti di pensione, che non possono essere trattate con l’utilizzo delle attuali procedure informatizzate. Al riguardo, si segnala che l’Amministrazione provvede, di volta in volta, all’adeguamento delle procedure in questione, in base ai nuovi istituti contrattuali, per tutti gli aspetti relativi alle ricostruzioni di carriera che rivestono carattere generale e che interessano tutto, o grandissima parte, del personale scolastico, non potendo prendere in considerazione la possibilità di informatizzazione per fattispecie particolari che riguardano solo poche unità di personale. Atteso, pertanto, che non sono, al momento, prevedibili ulteriori adeguamenti dei programmi attualmente forniti, si invitano le SS.LL. a provvedere alla stesura manuale di tutti quei provvedimenti che, per la loro particolarità, non sono suscettibili di trattamento con le procedure automatizzate. Alla luce di quanto sopra, si informa che non potranno, pertanto, ritenersi giustificati ritardi nell’emanazione di decreti di ricostruzioni di carriera imputabili alla questione sopra rappresentata”.

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