La fruizione dei 3 giorni al mese di cui alla legge 104/92: programmazione e contributi figurativi

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Docente – il mio D.S. sostiene che, secondo una recente disposizione, i permessi per l’assistenza al famigliare disabile (l.104/92) si possono fruire solo se richiesti con tre gg. di preavviso, mentre se la richiesta perviene lo stesso giorno, al rientro in servizio bisogna esibire documentazione attestante l’ urgenza ed impellenza delle cure per il famigliare o con attestato della struttura sanitariao di un medico, non con l’ autocertificazione! A me sembra un chiaro abuso di potere: mi dài delle delucidazioni a riguardo, per favore? Inoltre, è vero che  i gg. usufruiti per l’assistenza al famigliare non sono coperti da contribuzione e che quando si faranno i calcoli per la pensione si potranno avere delle sorprese?

Paolo Pizzo – Gentilissima,

La Funzione Pubblica, nella circolare n. 13 del 6 dicembre 2010, informazioni di carattere generale omogenee per il settore del lavoro pubblico e privato ( cfr. circolare INPS 155 del 3-12-2010) relative alle modifiche contenute nell’art. 24 della Legge 183 del 4 novembre 2010, precisa che:

“ Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa“.

Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in un interpello il n. 31/2010 del 6 luglio 2010, relativo alla richiesta di chiarimenti sulle modalità di fruizione dei tre giorni di permesso mensile, frazionabili anche in permessi orari, per quanto concerne:

  • il preavviso con il quale tale permesso deve essere richiesto dal lavoratore avente diritto;
  • il soggetto – datore di lavoro o dipendente – che stabilisce le date di fruizione del permesso;
  • la facoltà del dipendente di modificare unilateralmente la giornata programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data, ha chiarito, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro;

ha dichiarato quanto segue:

“Stante l’assenza di una disciplina normativa in ordine alle problematicità oggetto di interpello, occorre richiamare principi di carattere generale volti a contemperare la necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile.

In tal senso si ritiene possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove:

– Il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
– purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;
– segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze;
la predeterminazione di tali criteri dovrebbe altresì garantire il mantenimento della capacità produttiva dell’impresa e senza comprometterne, come detto, il buon andamento.

I medesimi principi dovrebbero evidentemente essere osservati per quanto concerne la possibilità, da parte del dipendente, di modificare la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile, non possono che prevalere sulle esigenze imprenditoriali.”

Pertanto, la programmazione dei permessi da parte del dipendente potrebbe essere ritenuta una buona regola, fermo restando l’ urgenza per garantire una adeguata assistenza.

Detto questo, è comunque escluso che il dipendente debba presentare una documentazione a giustificazione dei permessi ogni volta che ne fruisce e né tanto meno se la fruizione dei permessi è ritenuta “urgente” e fuori dallo schema a suo tempo presentato.

Sempre la circolare n. 13 del 6 dicembre 2010 della FP (punti 7 e 8) afferma che:

“A seguito dell’accoglimento della domanda da parte dell’amministrazione, il dipendente dovrà comunicare tempestivamente il mutamento o la cessazione della situazione di fatto e di diritto che comporta il venir meno della titolarità dei benefici e dovrà aggiornare la documentazione prodotta a supporto dell’istanza quando ciò si renda necessario, anche a seguito di richiesta dell’amministrazione e che  “L’amministrazione che riceve l’istanza di fruizione delle agevolazioni da parte del dipendente interessato deve verificare l’adeguatezza e correttezza della documentazione presentata, chiedendone, se del caso, l’integrazione. I provvedimenti di accoglimento dovranno essere periodicamente monitorati al fine di ottenere l’aggiornamento della documentazione e verificare l’attualità delle dichiarazioni sostitutive prodotte a supporto dell’istanza”.

Ma tutto ciò è comunque riferito a verificare ed ottenere l’ “aggiornamento della documentazione” ed eventualmente verificare le dichiarazioni sostitutive a supporto dell’istanza, non certo a giustificazione dei permessi ogni volta che si fa richiesta di fruizione.

Pertanto, nessuna giustificazione deve essere richiesta sullo specifico utilizzo del giorno di permesso.

Per ciò che riguarda il secondo quesito:

I permessi di cui all’oggetto oltre che retribuiti sono coperti da contributi figurativi. Vengono conteggiati ai fini dell’anzianità utile a raggiungere il diritto alla pensione.

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