Le assenze per visite prenatali non devono essere considerate “assenze per malattia”

Cristina – Buongiorno, sono un’insegnante a tempo indeterminato, giunta a pochi giorni dall’inizio del congedo di maternità (ex astensione obbligatoria). Tutti i giorni richiesti per le visite prenatali, mi sono stati decurtati, essendo stati configurati come giorni di malattia. Dalla specifica guida di OS in formato E-book, proprio sulla maternità e paternità, che ho acquistato da poco, risulta però che la scuola presso la quale presto servizio non ha proceduto nel modo corretto. In effetti, io non ho utilizzato moduli appositi per la richiesta dei permessi, poiché l’ufficio personale mi aveva detto che si trattava di giorni di malattia. Ho qualche possibilità di recuperare le cifre che mi sono state indebitamente decurtate?Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Cristina,

la scuola ha commesso un errore dicendoti che tali assenze rientravano nel regime di malattia e non applicandoti la tutela prevista per le dipendenti in stato di gravidanza e adesso, su tua esplicita richiesta, dovrà avviare un procedimento per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.

L’art. 12 del CCNL/2007 del Comparto Scuola afferma che “Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. L.gs. n. 151/2001.”

Ai sensi dell’art. 14 del D. L.gs. n. 151/2001, le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche che debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro.

Terminata la visita, la lavoratrice è tenuta a riprendere servizio presentando la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami.

Se però l’orario della visita, compreso il tempo necessario per recarsi dalla scuola alla struttura sanitaria e viceversa, è coincidente con le uniche ore di lavoro della lavoratrice in quella determinata giornata, il permesso si configurerà come assenza retribuita per l’intera giornata lavorativa.

Tali permessi sono retribuiti, pertanto hanno valore a tutti gli effetti sia economici che giuridici. Non sono soggetti a recupero e non configurano assenza per malattia, né sono riconducibili alla normativa in materia di permessi per visite specialistiche.

Giova infatti precisare che il decreto n. 112/2008 sulle “assenze per malattia” (convertito con legge n. 133/08) non ha apportato alcuna modifica in ordine al rapporto tra visite prenatali e nuova normativa in tema di assenze.

Pertanto, le visite di controllo prenatali non vanno sottoposte a decurtazione economica né sono riconducibili alla normativa in materia di permessi per visite specialistiche, per le quali sono previsti altri permessi, o a malattia.

La lavoratrice, infatti, per effettuare tali visite utilizzerà un permesso, con relativo modulo, in riferimento all’art. 14 del D. Lgs. n. 151/2001 che per l’appunto prevede la fruizione di specifici “permessi retribuiti”.

Dovrai quindi presentare la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami e insistere sulla restituzione delle somme indebitamente trattenute.

La segreteria dovrà intervenire per sanare l’errore commesso e applicare le normative attualmente in vigore.

Posted on by nella categoria Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads