Discordanza tra notizie diffuse dalla FLC CGIL

prof. ssa Serena – Gentile Redazione, leggendo un articolo apparso sul vostro sito in data 25 gennaio ore 17:00, nel quale si fa riferimento ai TFA SPECIALI e in particolare al fatto che la FLC CGIL è tra i sindacati che hanno richiesto come requisito d’accesso i “360 gg di servizio”, sono rimasta a dir poco sorpresa perché proprio oggi, parlando con un rappresentante dello stesso sindacato, mi è stato riferito che: – testuali parole- “i TFA Speciali sono uno specchietto per le allodole, e che se li attiveranno non saranno presi in considerazione i giorni di servizio, ma i titoli posseduti da ciascun docente, perché questo è l’unico modo per fare selezione visto che i posti da coprire, dopo il concorso e tfa ordinari, sono rimasti pochi”.

Lalla – gent.ma Serena, la posizione della FLC CGIL, da noi inserita nell’articolo TFA speciali: il testo inviato alle Commissioni Parlamentari. Fini: provvedimento urgente, da attuare nell’a.a. 2012/13 è pubblicata sul sito nazionale del sindacato, a questo link . Penso pertanto non possano esserci dubbi sulla posizione del sindacato a livello nazionale, piuttosto il sindacalista con il quale hai parlato avrebbe dovuto chiarire che le sue parole erano frutto di interpretazione personale. Il fatto poi che i TFA speciali possono basarsi sui titoli e non sul requisito di servizio, non trova alcun riscontro nel documento stilato dal Ministero già a maggio 2012, e che si basa appunto sul requisito di servizio. Il nodo, alla luce dei pareri ricevuti in questi mesi, consiste nel decidere quanto ampio deve essere il range del requisito di servizio richiesto. Di qui le posizioni dei sindacati.

Questo il testo inviato alle Commissioni parlamentari.

Prof. ssa Serena – Inoltre, lo stesso rappresentante sindacale, quando io ho obiettato che la Commissione Europea, proprio oggi, ha intimato all’Italia di adeguarsi alla direttiva europea per la stabilizzazione dei precari della scuola, mi ha risposto: “ma tu credi ancora a queste favole?”.

Lalla – l’articolo di oggi sfortunatamente non si riferiva ai precari della scuola, ma d’altro canto, fortunatamente, ci sono avvocati, giudici, sindacalisti e parlamentati che lavorano tenacemente affinchè le favoli diventino diritti riconosciuti.

Precari, Gilda Unams in giudizio alla Corte Europea in difesa dei docenti

La Corte di Giustizia Europea si pronuncerà sui contratti reiterati dei precari (della FLC CGIL)

Precariato: la Corte europea di Strasburgo deciderà se stabilizzare nella scuola

Prof.ssa Serena – Dal momento che insegno in Trentino, devo pensare che qui la FLCCGIL non segua le direttive nazionali? E questo, sarebbe possibile? Io spero proprio di no. In caso non fosse possibile, trovo gravissima un’interpretazione del tutto personale e fuorviante da parte di un sindacalista, specialmente in un momento delicato e difficile nel quale un sindacato dovrebbe rimettere al centro il lavoro e i diritti di TUTTI i lavoratori, compresi quelli della scuola, senza distinzioni. E la cosa che proprio mi mortifica e indigna è che nelle sue parole non ho trovato il riconoscimento del mio lavoro. Mi auguro possiate chiarirmi le idee perché sono veramente confusa, e con me, tanti altri colleghi. Grazie dell’attenzione, cordialmente

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