Quali incarichi aggiuntivi può svolgere il docente in regime di part time?

Maria – Buonasera, sono un’insegnante della scuola dell’infanzia a tempo indeterminato part-time 15 ore su tre giorni settimanali.   Vorrei sapere se sono esonerata  da alcune attività di carattere collegiali, come ad esempio verbalizzare gli incontri di programmazione o del collegio dei docenti oppure essere nominata collaboratore del dirigente scolastico, o essere impegnata in altre attività aggiuntive. Quali sono le attività aggiuntive di carattere continuativo?   Grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

l’art. 39 del CCNL/2007 stabilisce, al comma 8, che “il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive di insegnamento aventi carattere continuativo”.

Il docente in regime di part time non è a priori escluso da specifici incarichi (nel senso che non esiste un elenco al riguardo) o ad attività pagate col Fondo di Istituto.

Bisogna quindi soffermarsi, come detto bene nel quesito, su quali possano essere le attività aventi “carattere continuativo”.

La prima che mi viene in mente è sicuramente quella dell’assegnazione di spezzoni fino a 6 ore settimanali che non concorrono a costituire cattedre o posti orario, che restano nella competenza dell’istituzione scolastica ove si verifica la disponibilità e che la scuola attribuisce, con il loro consenso, ai docenti in servizio nella scuola medesima forniti di specifica abilitazione, per tutta la durata dell’anno scolastico.

Dal momento che tali ore di insegnamento saranno assegnate per tutto l’anno scolastico, non c’è dubbio che tale incarico abbia il carattere della continuità. In questo caso, quindi, al docente in regime di part time non potrebbero  essere proposte tali ore.

Non ha invece a mio avviso il carattere della continuità la prestazione di ore eccedenti in sostituzione di colleghi assenti. Sono ore che sarebbero infatti prestate dal docente in modo non continuativo ma occasionale, in base alle esigenze della scuola. In questo caso, quindi, anche il docente in regime di part time potrebbe sostituire un collega assente.

Potrebbe avere il carattere della continuità un progetto inserito nel POF che richieda da parte del docente un impegno e un’attività continuativa di insegnamento come quello per esempio di avviamento alla pratica sportiva. In questo caso, quindi,  un docente di ed. fisica in regime di part time non potrebbe svolgerlo.

Si configurano invece come attività di insegnamento temporanea i corsi di recupero proprio perché limitati a un tot di ore e per un periodo di tempo circoscritto.

Non sono invece attività di insegnamento la  verbalizzazione degli incontri di programmazione o del collegio dei docenti , che possono quindi essere svolti anche dal docente in regime di part time.

Un “problema” che invece si pone spesso nelle scuole è quello se il docente in regime di part time possa o no essere individuato come funzione strumentale.

L’art. 37/1 del Contratto collettivo nazionale integrativo (comparto scuola – anni 1998/2001) precisava che “Agli insegnanti con rapporto di lavoro a tempo parziale o autorizzato allo svolgimento della libera professione non possono essere assegnate funzioni-obiettivo”.

Tale articolo non è più applicabile e né è stato riportato nei successivi CCNL, di conseguenza fa fede solo ciò che indica l’art. 39 del CCNL attualmente in vigore per cui anche il docente in regime di part time potrebbe essere destinatario di funzione strumentale. Giova infatti ricordare che la funzione strumentale non è un’attività di insegnamento.

Di contro, però, il comma 3 dello stesso art. 39 precisa che “tali funzioni strumentali sono identificate con delibera del collegio dei docenti in coerenza con il piano dell’offerta formativa che, contestualmente, ne definisce criteri di attribuzione, numero e destinatari. Le stesse non possono comportare esoneri totali dall’insegnamento e i relativi compensi sono definiti dalla contrattazione d’istituto”.

Pertanto, la questione “part time funzione strumentale” potrebbe essere discussa nel collegio dei docenti.

In ultimo, per ciò che riguarda l’incarico di collaboratore del Dirigente io escluderei che tale incarico sia affidato ad un docente in regime di part time. Non tanto mettendo in discussione il carattere della continuità o meno dell’incarico, se lo vieta o meno la normativa o se sia o non sia un’attività di insegnamento (e ovviamente non lo è),  ma perché il collaboratore fa in molti casi le “veci” del Dirigente (per esempio quando quest’ultimo è collocato in ferie), e nella Scuola non è ammesso che il “Dirigente” possa svolgere il suo incarico in regime di part time.

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