Assegnazione del “Non Classificato” in sede di scrutinio

Simonetta – E’ possibile assegnare agli scrutini in una o più materie il non classificato?  Esiste una norma che lo vieta o lo imponga? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Simonetta,

L’art. 79 del R.D. 653/1925 tuttora in vigore stabilisce:

“I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni”.

Il DPR n. 122/2009 agli artt. 2/1 e 4/1 afferma che la valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

Dal disposto delle norme citate si evincono due principi: il docente deve sempre motivare la sua proposta di voto,  ma i singoli voti, appunto “proposti” dai docenti, devono essere ratificati dal consiglio si classe.

Pertanto, la valutazione degli allievi non appartiene al singolo docente ma tutti i voti si ritengono “proposti” e “di consiglio”.

La C.M. 31/05/1999 n. 139 relativa al nuovo esame di stato affermava:

Il Consiglio di classe, in sede di scrutinio finale, esaminerà attentamente le motivazioni poste alla base delle proposte di non classificazione in qualche disciplina; dopo aver considerato tutti gli elementi a disposizione delibererà se procedere o meno alla valutazione dell’alunno in questione in tutte le discipline. In caso affermativo, sulla base degli elementi di valutazione a disposizione del Consiglio di classe, l’allievo sarà valutato e potrà sostenere l’esame di Stato”.

Tale principio deve valere anche per il primo quadrimestre: “il consiglio di classe deve considerare tutti gli elementi a disposizione…”

L’espressione di una valutazione, quindi, è sempre necessaria, a meno che ovviamente  non sia possibile in quanto l’allievo ha accumulato un considerevole numero di assenze per cui i docenti non sono in possesso di elementi valutativi tali da consentire l’attribuzione di un voto in decimi in una o più discipline.

Giova infatti ricordare che è pur vero che ai fini della valutazione di un allievo il valore quantitativo delle prove somministrate è un dato fondamentale e rilevante, e quindi incisivo in sede di valutazione intermedia e finale, ma non può e non deve essere l’unico da prendere in considerazione.

Se il docente si fermasse solo a questo vuol dire che considererebbe del processo valutativo esclusivamente l’aspetto della “misurazione”, cioè farebbe solo una rilevazione oggettiva dei dati (per es. la media aritmetica delle prove somministrate).

Il passaggio successivo dovrebbe invece essere quello della “valutazione” intesa come una sintesi tra misurazione e osservazioni sistematiche (valutare la situazione di “partenza” rispetto quella di “arrivo” e quindi l’evolversi, in positivo o in negativo, della situazione iniziale; la presenza assidua durante le lezioni; la partecipazione ai lavori di gruppo e/o durante le ore di recupero; l’attenzione prestata e gli interventi effettuati durante le lezioni ecc.).

In conclusione, si ritiene che il N.C. in una o più discipline possa essere assegnato in sede di scrutinio intermedio solo quando il docente, all’atto della sua proposta di voto, dimostri al consiglio di classe di non poter esprimere alcun giudizio sull’allievo in questione.

Sinceramente io ritengo che ciò sia possibile e legittimo solo se l’allievo, a causa delle eccessive assenze, non abbia dato modo al docente di esprime una valutazione.

In ogni caso la decisione finale spetta al consiglio di classe.

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