Docente di sostegno e istruzione domiciliare all’allievo in disabilità

Nicole – sono una docente in ruolo di sostegno di scuola primaria. Poichè la bambina che mi è stata assegnata svolgerà da fine febbraio servizio domiciliare, volevo sapere se come sua insegnante di sostegno  sono OBBLIGATA a svolgere il servizio domiciliare (sono in gravidanza). Qual è la normativa vigente in materia?… grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Nicole,

dal quesito non si evince se l’istruzione domiciliare dovrà essere eseguita perché l’allievo in questione è ricoverato in ospedale o perché, rientrato dall’ospedale, deve eseguire dei cicli di cura domiciliare nella città in cui ha sede l’ospedale o per altri casi comunque riguardanti la salute.

A tal proposito nel 2003 la Direzione Generale di Organizzazione Servizi nel Territorio – Ufficio III – in attuazione del Protocollo di Intesa tra MIUR- Ministero Sanità – Ministero Solidarietà Sociale del 27 settembre 2000 e in riferimento alla C.M.43 del 26 febbraio 2001, ha emanato le linee guida per il servizio di istruzione domiciliare.

Al punto “gestione del servizio” si precisa che:

“Titolari della gestione del servizio di istruzione domiciliare sono gli Uffici Scolastici Regionali competenti per territorio, ai quali sono assegnate le risorse finanziarie per gli interventi. A seguito di apposita motivata richiesta a detti Uffici da parte dell’istituzione scolastica interessata, potranno essere assegnate le risorse necessarie per la realizzazione delle azioni programmate. A tal fine, sarà necessario osservare le seguenti procedure: − La scuola interessata dovrà elaborare un progetto di offerta formativa nei confronti dell’alunno impedito alla frequenza scolastica, con l’indicazione del numero dei docenti coinvolti e delle ore di lezione previste. − Il progetto dovrà essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio d’Istituto, in apposite sedute d’urgenza previste dal dirigente scolastico, ed inserito nel POF. − La richiesta, con allegata certificazione sanitaria, e il progetto elaborato verranno presentati al competente Ufficio Scolastico Regionale che procederà alla valutazione della documentazione presentata, ai fini dell’approvazione e della successiva assegnazione delle risorse. − Poiché potrebbero essere più d’una le richieste avanzate e non tutte presentate all’inizio dell’anno scolastico, le Direzioni Generali Regionali procederanno, eventualmente attraverso un’apposita commissione di valutazione, ad elaborare un elenco di priorità degli interventi, anche in considerazione delle risorse finanziarie disponibili.

Docenti ed ore aggiuntive

L’istruzione domiciliare viene generalmente impartita dai docenti della scuola di provenienza, attraverso le prestazioni aggiuntive all’orario d’obbligo, da liquidare a carico del fondo dell’istituzione scolastica, secondo la previsione contenuta nell’art. 28 del CCNL comparto scuola 2002/2005 (che rimanda agli artt. 30 e 31 del CCNI 31/8/99) e le misure del compenso orario lordo di cui alla Tabella 5 allegata al medesimo CCNL. Inoltre, i dirigenti scolastici, nell’ambito delle relazioni sindacali d’istituto, potranno autonomamente concertare con la RSU e con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria territoriali delle OO.SS. una eventuale specifica destinazione delle risorse del fondo per riconoscere il maggiore impegno e carico di lavoro del personale coinvolto nell’istruzione domiciliare. Nel caso in cui la scuola di provenienza non abbia ricevuto, da parte del personale docente interno, la disponibilità alle prestazioni aggiuntive suddette, il Dirigente Scolastico dovrà darne comunicazione con allegata relativa delibera del Collegio dei docenti, all’Ufficio Scolastico Regionale competente per territorio e ai genitori dell’alunno interessato. La scuola potrà reperire personale esterno anche attraverso l’ausilio delle scuole con sezioni ospedaliere del relativo ambito territoriale provinciale e regionale. Può accadere che l’alunno ricoverato, al termine della cura ospedaliera, non rientri nella sede di residenza, ma effettui cicli di cura domiciliare nella città in cui ha sede l’ospedale. In tal caso, il servizio di istruzione domiciliare verrà erogato, in ore aggiuntive, da docenti della sezione ospedaliera funzionante presso la struttura sanitaria dove l’alunno è stato degente oppure da docenti disponibili di altre scuole.

Modalità di accoglienza

a) Al fine di accelerare le procedure amministrative e rendere, quindi, tempestivo l’intervento di istruzione domiciliare, il docente coordinatore della sezione funzionante presso l’ospedale in cui l’alunno è stato ricoverato, previa intesa con il dirigente scolastico, sentiti i medici di reparto sull’andamento della degenza e acquisito il parere favorevole dei genitori e dell’alunno, contatterà la scuola di provenienza, affinché elabori il progetto, provvedendo a inviare una relazione didattica e altre notizie utili all’elaborazione del progetto di istruzione domiciliare. b) E’opportuno che la scuola di provenienza, una volta attivato il servizio, promuova incontri tra il personale docente e quello della ASL di appartenenza dell’alunno per chiarire gli aspetti relativi alla patologia e per integrare l’eventuale intervento di assistenza sanitaria domiciliare con quello di istruzione domiciliare, al fine di una presa in carico globale dell’alunno malato, come peraltro previsto dal protocollo d’intesa siglato in data 24 ottobre 2003 tra il MIUR e il Ministero della Salute. c) Qualora l’alunno sia stato ricoverato in un ospedale privo di servizio scolastico, la scuola di provenienza, non appena a conoscenza della situazione di degenza, contatterà la struttura sanitaria, per essere informata sull’andamento della degenza stessa e sulla successiva eventuale terapia domiciliare. A tal fine, potrà essere chiesta la collaborazione della scuola polo ospedaliera della regione in cui ha sede la struttura sanitaria priva di servizio scolastico.”

Bisogna quindi che sia previsto e approvato un progetto da inserire direttamente nel POF e nel caso si intenda utilizzare anche l’insegnante di sostegno ciò non può che avvenire dietro  disponibilità dello stesso in quanto le attività di insegnamento nel progetto si configureranno come  aggiuntive all’orario d’obbligo.

Pertanto, nel caso di cui al quesito, o si tratti istruzione domiciliare riferita alle linee guida citate o di un progetto che preveda l’utilizzo dell’insegnante di sostegno il quale presta attività d’insegnamento direttamente a casa dell’allievo disabile, ciò deve essere discusso e deliberato dagli Organi Collegiali, ferma restando la disponibilità del docente in questione.

Bisognerà in ultimo soffermarsi sulla copertura assicurativa del docente che svolge attività di insegnamento all’esterno dell’istituzione scolastica.

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