Congedo biennale per assistenza al disabile e soggetti legittimati alla fruizione del congedo

Linda – Salve sono una docente con incarico annuale. Assisto da diverso tempo una mia zia a me convivente  che possiede la 104 art. 3 comma 3 soggetto in situazione di gravità. Ho fatto richiesta per poter usufruire del congedo straordinario dei due anni visto che la situazione del marito della stessa, ottantacinquenne, si aggrava  sempre di più. Eppure mi viene riferito che non posso rientrare tra i beneficiari del diritto in quanto possono usufruirne solo i parenti ed affini entro il secondo grado.

Da interpelli che ho trovato sui permessi invece si evince che la deroga al terzo grado di parentela è grave ammissibile qualora il coniuge non esiste o comunque presenti determinate patologie o superi i 65 anni di età. Nel mio caso per l’esattezza, mia zia (moglie di mio zio di 85 anni con patologie diverse) non ha né figli, né genitori, né sorelle o fratelli in vita, insomma l’unico parente di 1 grado in vita è il coniuge di 85 anni. Dimostrando tutto ciò e quindi non essendoci fisicamente altri parenti che possono prendersi cura di una settantanovenne disabile grave in misura permanente è possibile che non si può derogare il grado di parentela.

Paolo Pizzo – Gentilissima Linda,

La scuola ha ragione a non concedere il congedo e dal quesito si evince una confusione tra la normativa riguardante il congedo biennale e quella per fruire i permessi (i 3 giorni al mese).

L’art. 4 del d.lgs. n. 119 del 2011 ha modificato la disciplina del congedo straordinario contenuta nell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001. L’attuale disciplina del congedo è pertanto contenuta nei commi da 5 a 5 quinquies del menzionato art. 42.

Il comma 5 stabilisce che:

“Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi; in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi.”

La Circolare del Funzione Pubblica n. 1/2012 al punto “I soggetti legittimati alla fruizione del congedo” ha chiarito che:

“Come noto, dopo l’entrata in vigore della l. n. 388 del 2000, con la quale è stato introdotto il congedo per l’assistenza alle persone in situazione di handicap grave, la Corte costituzionale in più occasioni ha avuto modo di pronunciarsi sulla disposizione in esame, da ultimo estendendo, con la sentenza n. 19 del 2009, la possibilità di fruire del congedo anche in favore dei figli conviventi di persone con handicap grave in caso di mancanza di altri soggetti idonei. Con il recente intervento normativo è stato individuato un elenco di persone legittimate alla fruizione del congedo, stabilendo un ordine di priorità e prevedendo in particolare che esso spetta ai seguenti soggetti:

1) coniuge convivente della persona in situazione di handicap grave;
2) padre o madre, anche adottivi o affidatari, della persona in situazione di handicap grave, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;
3) uno dei figli conviventi della persona in situazione di handicap grave, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Si segnala che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);
4) uno dei fratelli o sorelle conviventi nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi della persona in situazione di handicap grave siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Anche in tale ipotesi, la possibilità di concedere il beneficio ai fratelli conviventi si verifica solo nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente, entrambi i genitori e tutti i figli conviventi) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti).

Per quanto riguarda i concetti di “mancanza” e “patologie invalidanti” si rinvia alle indicazioni fornite nella citata Circolare n. 13 (par. 2).

A fronte di alcune richieste di parere sul punto, si aggiunge che, poiché l’ordine dei soggetti possibili beneficiari è stato indicato direttamente ed espressamente dalla legge, la quale ha pure stabilito le condizioni in cui si può “scorrere” in favore del legittimato di ordine successivo, tale ordine non si ritiene derogabile. Pertanto, per l’individuazione dei legittimati non pare possibile accogliere dichiarazioni di rinuncia alla fruizione al fine di far “scattare” la legittimazione del soggetto successivo, né dare rilievo a situazioni di fatto o di diritto che non siano state esplicitamente considerate nella norma (come, ad esempio, la circostanza che il coniuge convivente sia lavoratore autonomo o imprenditore).”

I soggetti invece legittimati alla fruizione dei 3 giorni al mese li trovi in questa risposta.

Posted on by nella categoria Assenze
Versione stampabile
ads ads