La supplente può usufruire dell’astensione obbligatoria 1+4 anche se il contratto scade il 30 giugno?

Maria Carmela – Buongiorno, sono un’assistente amministrativo che lavora in un I.C. e vorrei porre un quesito: si può concedere ad un insegnante con contratto fino al 30 giugno 2013 di posticipare l’astensione obbligatoria all’8 mese di gravidanza considerando che il suo contratto finisce il 30 giugno e che in caso si facesse la concessione l’astensione obbligatoria finirebbe il 26 luglio 2013 e quindi imporrebbe il pagamento dell’indennità fuori nomina.

Spero di essere stata abbastanza chiara, ringrazio per l’attenzione che vorrete riservarmi e restando in attesa di indicazioni, porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Assistente Amministrativa, la flessibilità del congedo di maternità consente alla lavoratrice in gravidanza di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto fino al quarto mese successivo al parto, a condizione che il ginecologo del servizio sanitario nazionale o convenzionato con esso e il medico dell’azienda preposto alla tutela della salute sul luogo di lavoro, attestino che la permanenza al lavoro nel corso dell’ottavo mese di gravidanza non causi un pregiudizio alla salute della madre e del figlio.

Il posticipo può avvenire nel limite minimo di 1 giorno e fino a un massimo di 1 mese.

È possibile ricorrere alla flessibilità del congedo di maternità esclusivamente:

a) In assenza di condizioni patologiche che configurino situazioni di rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro al momento della richiesta;

b) In assenza di un provvedimento di interdizione anticipata;

c) Quando vengono meno delle cause che abbiano in precedenza portato ad un provvedimento di interdizione anticipata nelle prime fasi di gravidanza;

d) In assenza di pregiudizio alla salute della lavoratrice e del nascituro derivante dalle mansioni svolte, dall’ambiente di lavoro e/o dall’articolazione dell’orario di lavoro previsto; nel caso venga rilevata una situazione pregiudizievole, alla lavoratrice non potrà comunque essere consentito, ai fini dell’esercizio dell’opzione, lo spostamento ad altre mansioni ovvero la modifica delle condizioni e dell’orario di lavoro;

e) In assenza di controindicazioni allo stato di gestazione riguardo alle modalità per il raggiungimento del posto di lavoro.

È obbligatoria l’attestazione sanitaria del ginecologo del SSN o con esso convenzionato nonché quella del medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, ove la legislazione vigente preveda un obbligo di sorveglianza sanitaria.

La domanda deve necessariamente essere presentata in data antecedente alla fruizione del congedo.

Il periodo di flessibilità, quand’anche sia stata già accordato, può essere successivamente ridotto (ampliando quindi il periodo di astensione ante-parto inizialmente richiesto)

• espressamente, su istanza della lavoratrice

• implicitamente, per fatti sopravvenuti.

Tale ultima ipotesi può verificarsi con l’insorgere di un periodo di malattia, in quanto ogni processo morboso in tale periodo comporta un “rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro” e supera, di fatto, il giudizio medico precedentemente espresso nella certificazione del ginecologo ed, eventualmente, in quella del medico competente.

In tutte queste ipotesi la flessibilità consisterà nel differimento al periodo successivo al parto, non del mese intero, ma di una frazione di esso e cioè delle giornate di congedo di maternità “ordinario” non godute prima della data presunta del parto, che sono state considerate oggetto di flessibilità (vale a dire quelle di effettiva prestazione di attività lavorativa nel periodo relativo, comprese le festività cadenti nello stesso).

La concessione del periodo in questione non è a discrezione della scuola, ma della lavoratrice dietro ovviamente certificazione del ginecologo del servizio sanitario nazionale o convenzionato con esso che attesti che la permanenza al lavoro nel corso dell’ottavo mese di gravidanza non causi un pregiudizio alla salute della madre e del figlio.

La docente avrà quindi il pagamento dello stipendio al 100% fino al 30/6, cioè fino alla data di scadenza del contratto, dal 1/7 andrà effettuato il decreto di indennità fuori nomina che durerà fino alla fine del congedo obbligatorio.

La durata comunque del congedo obbligatorio non cambia, invece di essere 2+3 è 1+4.

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