Scuola chiusa per neve: è illegittimo collocare il personale in ferie

Marinella – In base alla seguente ordinanza emessa dal Sindaco del Comune di Barga in Provincia di Lucca è giusto che la DS obblighi il personale ATA a usufruire delle ferie? Ed esigere la presenza di CS per fornire informazioni e assistenza qualora ve ne fosse la necessità? Tutto questo rientra nella normativa? Esiste una legge che lo prevede?
Distintamente saluto e ringrazio.

Marinella Mucci COMUNE DI BARGA PROVINCIA DI LUCCA

IL SINDACO

Viste le attuali condizioni meteorologiche, considerato che le previsioni per martedì 12 febbraio p.v. confermano il persistere di condizioni di criticità per abbondanti nevicate; Ritenuto per quanto sopra al fine di garantire la pubblica e privata incolumità dovere disporre la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado site sul territorio comunale;  Visto il D.Lgs.vo n. 267/2000 Visto il vigente statuto comunale; e l’assistenza degli alunni che eventualmente dovesse rendersi necessaria.

ORDINA

La chiusura, per quanto in premessa, per martedì 12 febbraio 2013 delle scuole di ogni ordine e grado site sul territorio comunale.

DISPONE

La notifica del presente provvedimento ai Dirigenti degli Istituti Scolastici con sede in Barga per i successivi adempimenti d’obbligo ivi compresa l’attivazione delle misure per garantire l’informazione Dispone l’invio della presente all’Amministrazione provinciale per gli istituti di competenza della stessa. Dispone inoltre la comunicazione della presente agli organi di stampa e la affissione dell’ordinanza ai plessi scolastici interessati.

Barga, 11 febbraio 2013 IL SINDACO Rag. Marco Bonini.

Paolo Pizzo – Gentilissima Marinella,

non è legittimo collocare il personale in ferie quando la scuola è chiusa per cause di forza maggiore e quindi non dipendenti dalla volontà del personale.

Innanzitutto facciamo una differenza tra la “sospensione delle attività” e la “totale chiusura della scuola”.

I poteri di sospensione delle attività o di chiusura delle scuole e, conseguentemente, di sospensione del servizio pubblico scolastico, sono unicamente dei prefetti che sono i rappresentanti territoriali del governo e dei sindaci, i quali possono emettere provvedimenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica e di pericolo per l’ordine, la sicurezza o l’incolumità pubblica.

1. La sospensione delle attività

Tale provvedimento è causato da eventi di straordinarietà ed è paragonabile alla sospensione delle attività che avviene nel periodo delle vacanze di Natale o Pasqua, per cui la scuola rimane aperta e vengono svolti tutti servizi tranne le lezioni. In questo caso solo il personale ATA deve recarsi a scuola (non lo devono fare allievi e docenti).

I docenti non devono recarsi a scuola perché è sospeso l’obbligo della lezione, a meno che in quei giorni non ci siano delle attività previste dal piano annuale (collegi docenti, consigli di classe ecc.). Ovviamente anche tali attività, se il Dirigente lo ritiene opportuno, potranno essere rimandate e recuperate in altri giorni, previo preavviso per tutti i docenti coinvolti.

Se il personale ATA è impossibilitato a raggiungere la sede dovrà “giustificare” l’assenza ricorrendo ai permessi previsti dal Contratto (permessi retribuiti o ferie).

2. La chiusura della scuola

Può essere disposta per gravi eventi o eventi particolari (nevicate, alluvioni, disinfestazioni, elezioni politiche ecc.) o anche solo per interventi di manutenzione straordinaria che precludono al personale e agli allievi l’accesso ai locali, in questo caso il provvedimento di chiusura interessa tutta la comunità scolastica.

Le assenze così determinate, comprese quelle del personale ATA, sono pienamente legittimate e non devono essere “giustificate” e nemmeno essere oggetto di decurtazione economica o di recupero.

Essendo il rapporto di lavoro del personale della scuola di natura civilistica e obbligazionaria tra le parti che lo sottoscrivono, il principio giuridico di riferimento è l’art. 1256 del Codice civile, che recita:

“L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (nel nostro caso dipendente della scuola), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo dell’adempimento”.

I giorni di chiusura per causa di forza maggiore devono quindi essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato, in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne, predisposte da Sindaci o Prefetti, e tale chiusura a nostro avviso dev’essere “utile” a qualunque titolo: 180 giorni per l’anno di prova, proroga/conferma di una supplenza ecc.

Al riguardo si vuole anche ricordare una posizione del MIUR relativa alla decorrenza giuridica ed economica dei contratti a tempo determinato per l’anno scolastico 2002/03.

La Circolare Ministeriale n. 95/2002, a proposito della coincidenza con la domenica del 1°settembre recita: “…la circostanza poi che tale data coincida con la domenica, e quindi con la chiusura delle scuole e con la materiale impossibilità per il personale di assumere servizio, configura una causa di forza maggiore che non si ritiene possa incidere sulle posizioni giuridiche soggettive, previdenziali ed assistenziali, né sul diritto all’ intera retribuzione mensile”.

3. Solo se le attività non sono sospese e quindi si svolge regolarmente lezione quanto detto sopra decade.

Es.  Ci sono state delle forti nevicate ma nonostante questo non sono intervenuti dei provvedimenti  di sospensione delle attività o di chiusura della scuola.

In questo caso il docente impossibilitato a raggiungere la sede di servizio dovrà fruire dei congedi previsti dal Contratto: se è assunto a tempo indeterminato può fruire di 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali e di 6 giorni di ferie alle stesse condizioni; se assunto a tempo determinato può fruire di 6 giorni di ferie e 6 di permesso non retribuito per motivi personali.

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