I compiti del tutor di una docente neo immessa in ruolo

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Beatrice – sono un’insegnante di ruolo alla scuola dell’infanzia quest’anno sono tutor di una docente neo assunta..essendo una situazione ‘problematica’avrei veramente bisogno di sapere quali sono i miei doveri nei suoi confronti o se mi date dei riferimenti di legge…grazie mille,saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Beatrice,

la C.M. 267/1991, “A – ATTIVITA’ DI ISTITUTO”, afferma:

“Le attività che si svolgono secondo tale modalità hanno l’obiettivo di offrire ai docenti neo nominati le condizioni per fornire adeguati strumenti informativi ed operativi a sostegno dell’attività di insegnamento e di partecipazione alla vita della scuola.

Il capo di istituto, su designazione del Collegio dei docenti -la quale avrà riguardo in modo particolare alle competenze di carattere metodologico-didattico, organizzativo e soprattutto relazionale, nonché di specifica motivazione a condurre esperienze di formazione tra pari- nominerà, fin dall’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti che svolgeranno il compito di docenti esperti o tutor dei neo docenti.

Tali tutor sosterranno il docente in formazione durante il corso dell’anno, in particolare, per quanto attiene agli aspetti relativi alla programmazione educativa e didattica, alla progettazione di itinerari didattici, alla predisposizione di strumenti di verifica e valutazione; essi inoltre saranno da considerarsi quali facilitatori dei rapporti interni ed esterni all’istituto e di accesso alle informazioni.

Poiché la funzione svolta dai docenti tutor concorre alla qualificazione della formazione dei docenti e del servizio scolastico, il Ministero conta di ricomprendere, nel rispetto delle procedure negoziali previste, le attività espletate nell’esercizio di tale funzione tra quelle che danno diritto all’acceso al fondo di incentivazione.

I Collegi dei docenti stabiliranno, inoltre, il numero dei docenti da nominare, in considerazione delle specificità proprie dei diversi gradi ed ordini di scuola, del numero dei docenti da formare e anche in relazione al numero dei plessi o delle sedi distaccate. A tale riguardo appare utile la presenza in ogni plesso o sede distaccata di un tutor al quale non verranno affidati più di due docenti in formazione.

Le attività dei tutor saranno coordinate dal capo d’istituto che valuterà l’opportunità di incontri periodici nei quali potrà aver luogo efficacemente l’assistenza tecnico-scientifica degli ispettori tecnici.

A tali incontri saranno chiamati a partecipare, ove presenti nella scuola, anche i docenti che svolgono le attività psico-pedagogiche di cui all’art. 14, comma 6, della Legge n. 270/1982 e di operatore psicopedagogico di cui alla O.M. 10 agosto 1989, n. 282.
Al fine di garantire un continuum al processo formativo, sopra configurato, ai capi di istituto ed ai docenti tutor dovranno pervenire, fin dall’inizio dell’anno scolastico, i progetti di intervento elaborati a livello provinciale per l’attuazione degli incontri seminariali indicati al successivo punto B, nonché, alla loro conclusione, le attestazioni di presenza.

Ciò consentirà, da un lato di progettare le attività di istituto avendo riguardo ai progetti provinciali e dall’altro di tenere presenti tutti gli elementi qualificanti delle attività espletate dai neo docenti -ivi comprese quelle relative alla partecipazione alla vita della scuola e all’esercizio della funzione di insegnamento- nel momento in cui dovrà procedersi alla valutazione finale prevista dall’art. 2, comma 19, della Legge n. 270/82, da esprimersi da parte del Comitato per la valutazione del servizio.

Il docente neo nominato dovrà elaborare, a tal fine, al termine dell’anno di attività una relazione sulla proprie esperienze di formazione e di insegnamento.

Sulla base della relazione, che sarà consegnata al capo di istituto e al Comitato per la valutazione 15 giorni prima della data fissata per la discussione, nonché degli altri elementi forniti dal capo di istituto stesso e dal docente tutor, il Comitato esprimerà il proprio parere ai fini della conferma in ruolo di cui all’art. 58 del D.P.R. n. 417/1974.

Per il personale educativo valgono le medesime indicazioni, con gli adattamenti resi necessari dai particolari aspetti di differenziazione normativa.”

Resta confermato, come ricorda la nota del 12 aprile 2002 Prot.n.1628/E/1/A,  che

“ai sensi dell’art.440, comma 4 del Decreto legislativo 297/94, approvativo del T.U. delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado, ai fini della conferma in ruolo, i docenti, al termine dell’anno di formazione, discutono con il Comitato per la valutazione del servizio una relazione sulle esperienze e sulle attività svolte (comprensive, ovviamente, sia dell’attività di servizio che dell’attività di formazione). Sulla base di essa e degli altri elementi di valutazione forniti dal Dirigente Scolastico il Comitato per la valutazione del servizio esprime il parere per la conferma in ruolo.”

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