I diritti di una supplente collocata in interdizione anticipata

Adele – Sono una docente di terza fascia GI nominata dal dirigente scolastico per una supplenza sulla A059. Ti premetto che la cattedra, affidatami a settembre, è vacante. Successivamente a dicembre, all’uscita delle nuove graduatorie, non sono stata più l’avente diritto. La cattedra è stata accettata da un’altra docente, sempre della III fascia GI, che mi precedeva con contratto fino a fine Agosto. Tale docente però è in maternità fino a metà febbraio e presumibilmente non tornerà fino a fine anno scolastico.

Conseguentemente la scuola mi nominerà con contratti a breve termine in base alle certificazioni che l’altra docente manderà. Ora, però, anch’io mi ritrovo in una situazione di gravidanza a rischio alla 13.ma settimana. Al riguardo, vorrei sapere se posso chiedere la maternità anticipata e quindi godere degli stessi diritti, sia quelli riferiti alla docenza che al trattamento economico, previsti per coloro che hanno il contratto annuale. Distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Adele,

i tuoi diritti sono pari a tutte le docenti assunte a tempo indeterminato o a tempo determinato con supplenza al 30/6 o 31/8 che si trovano collocate in interdizione per gravidanza a rischio o in congedo obbligatorio.

L’unica differenza è che, essendo tu nominata su supplenza breve, il riconoscimento del punteggio e dell’indennità pagata al 100% ti sarà riconosciuta solo per i periodi in cui sarai sotto contratto con la scuola (in base, come hai detto bene nel quesito, alle certificazioni che manderà  di mese in mese la docente titolare).

Pertanto, il servizio svolto, ma solo fino al termine del contratto, è valido al 100% come retribuzione, ai fini del punteggio per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento/istituto e per il servizio pre ruolo.

L’indennità percepita in costanza di rapporto d’impiego ha natura retributiva e quindi soggetta ai contributi pensionistici, previdenziali e assistenziali.

Se il periodo di congedo (maternità e di interdizione per gravi complicanze della gestazione) coincide solo in parte con la nomina (il congedo inizia durante il rapporto di lavoro ma si esaurisce dopo il termine del contratto), oppure non coincide con nessuna nomina (il congedo inizia dopo il termine dell’ultimo contratto), l’indennità di maternità può essere corrisposta ugualmente, in misura dell’80% dell’ultimo stipendio ricevuto.
L’indennità percepita in misura dell’80% non sarà però utile ai fini del punteggio per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento/d’istituto.

Ti invito a leggere questo articolo (alla fine del quale è indicata anche la nostra guida in cui abbiamo elencato tutti  i casi possibili).

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