I 5 giorni per la partecipazione ai corsi di formazione/aggiornamento: criteri di fruizione e possibile diniego

Carmine – ho provato a dare un’occhiata sul Vs sito ma non ho trovato nulla in merito all’oggetto. Ti chiederei se mi puoi segnalare qualche sentenza che ha condannato il Dirigente Scolastico per violazione dell’ art. 64 comma 5 del CCNL che poi si concatena con la violazione dell’art. 26 comma 2 e del P.O.F.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Carmine,

non si conoscono sentenze al riguardo.

In ogni caso possiamo affrontare l’argomento alla luce della normativa che regola i permessi per la partecipazione a iniziative di formazione e aggiornamento.

L’art. 64/1 del CCNL/2007 afferma: “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.

Il comma 5 da te citato nel quesito: “Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici”.

Precisiamo intanto che tale articolo non fa alcuna differenza tra docenti assunti a tempo determinato o indeterminato contenendo esclusivamente la dicitura “gli insegnanti” (comma 5) che si riferisce a tutto il personale in servizio (ovviamente il docente assunto per supplenza breve potrà far valere tale diritto solo durante il periodo di nomina).

Aggiungiamo nello stesso tempo che quel “hanno diritto” (comma 1 e 5) non lascia al Dirigente nessun potere discrezionale nella concessione del permesso.

Giova però ricordare che il comma 13 dell’art. citato afferma che “A livello di singola scuola il dirigente scolastico fornisce un’informazione preventiva sull’attuazione dei criteri di fruizione dei permessi per l’aggiornamento”;

e il comma 6/2 lettera d che “Sono materie di informazione preventiva annuale i criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento”.

Pertanto, il diritto del docente alla partecipazione ai corsi di formazione e aggiornamento si deve comunque “muovere” all’interno di eventuali criteri di fruizione stabiliti:

per es.  tra i criteri di fruizione si può prevedere la concessione del permesso prioritariamente per attività di formazione previste dal Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione coerenti con il contenuto delle attività previste nel Piano dell’Offerta Formativa; se per lo stesso periodo o corso di formazione vi siano più richieste di partecipazione  in tutto o in parte coincidenti, si dà priorità al docente ad attività di formazione su contenuti disciplinari o d’area disciplinare poi a chi deve completare attività di formazione iniziate nell’a.s. precedente, poi a chi presenta domanda per la prima volta e così via…

Un altro criterio potrebbe riguardare il tempo di richiesta del permesso: le richieste di permesso per la formazione andranno per esempio presentate almeno tre (o cinque) giorni prima della loro effettuazione. Nel caso in cui pervengano più domande di partecipazione allo stesso corso di aggiornamento, saranno autorizzati, nel rispetto delle esigenze di servizio, i docenti secondo l’ordine di presentazione della relativa richiesta e così via…

Detto questo (sia chiaro che quelli riportati sopra sono solo degli esempi), è chiaro che un eventuale rifiuto da parte del Dirigente potrà essere legittimo solo se la richiesta da parte del docente di partecipazione al corso di formazione/aggiornamento non sia conforme ai criteri di cui il Dirigente stesso avrà dato informazione preventiva, altrimenti si configurerà come una violazione del diritto del docente sancito dall’art. 64/5 del CCNL/2007.

Ricordiamo inoltre che ai sensi degli artt. 2 e 3 della Legge 241/90 le motivazioni di diniego da parte del Dirigente devono essere comunicate al docente per iscritto.

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