Dottorato di ricerca e assegno di ricerca: durata dell’assenza per il personale assunto a tempo indeterminato

Scuola – Si chiede la vostra competente opinione sul  seguente quesito: un docente a tempo indeterminato può fruire  di quanti  periodi di assenza per dottorato/assegno di ricerca (con o senza retribuzione)?  Il docente in questione è dall’a.s. 2006/2007 ad oggi che fruisce  alternativamente di dottorato o assegno di ricerca effettuando,  in 7 anni scolastici fino alla data odierna, solo 13 mesi e 18 giorni di servizio.  Si chiede, altresì, se comunque tra un periodo di assenza, per l’uno o l’altro motivo, debba esserci un minimo di servizio effettivo. In attesa di gentile  e sollecita risposta invio cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

1.
La C.M. n. 120 /2002, richiamata nella C.M. 15/2011, ha precisato che :

  • la concessione del congedo straordinario per dottorato di ricerca non è subordinata all’effettuazione dell’anno di prova;
  • la richiesta di congedo non è commisurata a mesi o ad un anno, ma all’intera durata del Dottorato;
  • il dipendente pubblico che cessa o viene escluso dal dottorato ha il dovere di riassumere immediatamente servizio presso la sede di titolarità.
  • il periodo di congedo è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza; invece detto periodo non risulta utile ai fini del TFR ( cfr. anche Circolare Inpdap n. 11 del 12 marzo 2001) né ai fini della maturazione delle ferie.

Nella C.M. 15/2011 viene anche detto quanto segue:

Si precisa che l’art. 2 della legge 13 agosto 1984, n. 476 prevede la concessione del congedo straordinario per il periodo di durata del corso, nel cui ambito non può, quindi, prefigurarsi la preparazione e la discussione della tesi: in tal senso ha fornito il proprio parere l’Ufficio legislativo di questo Ministero, apposita mente interpellato in merito. Non si ritiene pertanto possibile la concessione di una proroga del congedo straordinario oltre tale limite, anche in considerazione dell’aggravio di spesa che ne deriverebbe, che, peraltro, non troverebbe giustificazione in alcuna disposizione normativa.

Si ritiene tuttavia possibile che, come rilevato dallo stesso Ufficio legislativo, il personale interessato possa richiedere, per il tempo necessario alla preparazione della relazione finale, l’aspettativa per motivi di studio di cui al comma 2 dell’art. 18 del CCNL comparto scuola.”

2.

Per ciò che riguarda l’assegno di ricerca:

Sempre la C.M. 15/2011 richiama l’art. 51 della legge 449 del 27.12.1997
nel punto relativo ai beneficiari di borse post-dottorato e agli assegnisti universitari,  che prevede esplicitamente la “possibilità” dell’aspettativa senza assegni per tutti i pubblici dipendenti vincitori di un assegno di ricerca.

Pertanto, il docente che ha già conseguito il titolo di dottore di ricerca, ha titolo a beneficiare di aspettativa per borsa di studio post-dottorato e di aspettativa per assegno di ricerca.

Quest’ultima, però, è esclusivamente senza assegni (è infatti diversa dal congedo straordinario per dottorato di ricerca), come afferma la Legge 240/2010 (l’ultima e unica norma a cui bisogna fare riferimento).

Si conclude affermando che:

  • Il congedo per dottorato di ricerca è commisurato all’intera durata del Dottorato;
  • L’aspettativa senza assegni per l’assegno di ricerca può avere, ai sensi dell’art. 22/3 della Legge 240/2010, una durata compresa tra uno e tre  anni, rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a  qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni  all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata  complessiva, compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a  quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato  fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo  della durata legale del relativo corso. La titolarita’ dell’assegno  non e’ compatibile con la partecipazione a corsi di laurea, laurea  specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica, in Italia o all’estero;
  • Nessuna norma obbliga il docente a rientrare in servizio tra un’aspettativa e un’altra (indipendentemente dalla tipologia dell’assenza).
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