Come considerare il sabato e la domenica quando la tipologia di assenza è “ciclica”?

Renata – Vorrei un chiarimento circa la concessione di congedi parentali alternati a legge 104 e permessi per malattia del figlio da 1-3- anni. Il quesito è questo . Docente prende un congedo parentale 1-8- anni sino al sabato.  Il lunedì attacca un permesso legge 104 tre giorni al mese . Dal giovedì’ al sabato prende un congedo per malattia del figlio da 1-3 anni. Riprende il congedo parentale il mercoledì successivo perché in mezzo  ci sono una domenica il lunedì festa del patrono e il martedì giorno libero. Domanda. Le domeniche  tra un congedo e l’altro vanno coperte? E i giorni festivi e il giorno libero?

Secondo me si tenendo presente l’art. 12 del CCNL 2007 sull’effettivo rientro in servizio. (Cosa si intende per effettiva?). L’unico dubbio è sulla successione congedo parentale e legge 104 con domenica  in mezzo. ( per me sarebbe tutto congedo parentale sino al congedo legge 104). n.b. La supplente ha sempre avuto la proroga partendo dal giorno successivo al termine del contratto precedente. Attendo una Sua gentile risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissima,

nel caso esposto nel quesito i giorni iberi e festivi andranno computati in conto congedo parentale.

Si motiva la risposta.

L’art. 12/6 del CCNL/2007 prevede che i periodi di assenza relativi al congedo parentale e congedo per malattia del bambino, nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice.

La nota prot. 108127 del 15/6/1999 e n. 126427 del 16 gennaio 2009 della  Ragioneria Generale dello Stato affermano che le giornate di sabato e domenica intercorrenti tra due periodi di assenza malattia vengono anch’esse considerate assenze per malattia (saranno assoggettate alla decurtazione del trattamento economico accessorio).

La stessa nota del ‘99 afferma però che se l’assenza è continuativa ma si riferisce a 2 istituti giuridici diversi (es. malattia e poi congedo parentale o viceversa), l’uno fino al sabato (o fino al venerdì se la scuola adotta la c.d.“settimana corta”) e l’altro dal lunedì, quindi con la domenica (e il sabato) di mezzo ma senza quindi l’effettiva presa di servizio del dipendente, la domenica (e il sabato) non è da comprendere nel periodo di assenza.

Nel caso però di cui al quesito siamo di fronte ad un’assenza “ciclica” che inizia con la fruizione del congedo parentale e termina con la fruizione dello stesso congedo,  intervallato da altra tipologia di assenza, senza però  che si verifichi il rientro effettivo del docente.

Il riferimento in questo caso è la circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2003, punto 5 lettera a in cui afferma che:

“…se la malattia è iniziata il lunedì immediatamente successivo al venerdì del congedo parentale, ed è terminata il venerdì immediatamente precedente il lunedì in cui è ripreso il congedo, le domeniche ed i sabati della settimana corta, cadenti subito prima e subito dopo la malattia, devono essere conteggiati come giorni di congedo parentale”.

Sempre l’INPS, nel messaggio n. 28379 del 25.10.2006 riporta questi esempi:

  • 1^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = congedo parentale
  • 2^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = ferie o malattia
  • 3 ^ settimana: Lunedì = ripresa dell’attività lavorativa

In questo caso, le giornate di Sabato e di Domenica comprese tra la prima e la seconda settimana e tra la seconda e la terza non devono essere conteggiati come congedo parentale.

Viceversa, allorquando si susseguano, senza interruzione, un primo periodo di congedo parentale, un periodo di ferie o di malattia ed un ulteriore periodo di congedo parentale, i giorni festivi ed i sabati (in caso di settimana corta), che si collocano immediatamente dopo il primo periodo di congedo ed immediatamente prima del successivo, devono essere conteggiati come giorni di congedo parentale (v. circ. n. 82/2001, par. 1, ultimo cpv.).

A chiarimento si riporta l’esempio che segue, riferito sempre all’ipotesi di settimana corta:

  •  1^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = congedo parentale
  • 2^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = ferie o malattia
  • 3^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = congedo parentale

In questo caso, le giornate di Sabato e di Domenica comprese tra la prima e la seconda settimana e tra la seconda e la terza devono essere conteggiate come congedo parentale.

Il docente in questione rientra nell’esempio 2:  congedo parentale – 104-malattia –congedo parentale. Si tratta quindi di assenza ciclica senza rientro in servizio.

Giova oltretutto ricordare che il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare 3 febbraio 2012 in merito alla frazionabilità del congedo straordinario di cui all’art. 42, co.5 del D.L.vo 151/2001 modificato, si esprime così:

Il congedo è fruibile anche in modo frazionato (a giorni interi, ma non ad ore). Affinché non vengano computati nel periodo di congedo i giorni festivi, le domeniche e i sabati (nel caso di articolazione dell’orario su cinque giorni), è necessario che si verifichi l’effettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto. Tali giornate non saranno conteggiate nel caso in cui la domanda di congedo sia stata presentata dal lunedì al venerdì, se il lunedì successivo si verifica la ripresa dell’attività lavorativa ovvero anche un’assenza per malattia del dipendente o del figlio. Pertanto, due differenti frazioni di congedo straordinario intervallate da un periodo di ferie o altro tipo di congedo, debbono comprendere ai fini del calcolo del numero di giorni riconoscibili come congedo straordinario anche i giorni festivi e i sabati (per l’articolazione su cinque giorni) cadenti subito prima o subito dopo le ferie o altri congedi o permessi.”

I principi espressi dall’INPS sono gli stessi espressi dalla Funzione Pubblica, e anche se ciò che prescrive quest’ultima è riferito al congedo straordinario deve a mio avviso essere applicato in via analogica anche al caso di congedo parentale o malattia bambino, proprio per lo stesso principio espresso dall’art. 12 comma 6 del CCNL/2007.

Per ciò che riguarda il “giorno libero” e l’eventuale “stacco” del periodo di congedo, l’ARAN nell’Orientamento Applicativo SCU21 per il Comparto Scuola afferma:

Per quanto riguarda l’eventualità che il sabato previsto come giornata libera sia compreso tra due periodi di assenza per malattia  si considera, a parere dell’Agenzia, un unico periodo di assenza per malattia se il docente non si sia reso disponibile per la ripresa in servizio”.

In conclusione, si ritiene quanto segue:

  • Nel caso di assenze “cicliche” come esposte nel quesito, il cambio della tipologia di assenza non comporta l’esclusione dei festivi e del giorno libero dal computo delle assenze in quanto le assenze per 104 e malattia bambino ricadono all’interno di due differenti frazioni di congedo parentale senza nessuna ripresa del servizio;
  • Potrebbe essere ritenuta valida una comunicazione di “messa a disposizione della scuola”, ancorché formalmente, e quindi come volontà di interrompere il congedo solo nel giorno libero del docente ma non certo in un giorno di chiusura della scuola o in un giorno festivo. La ratio della messa a disposizione è che il docente in quel giorno potrebbe anche essere chiamato a svolgere attività funzionali all’insegnamento (collegi, consigli ecc.), cosa che sicuramente non può avvenire se la scuola è chiusa. Pertanto ciò è possibile solo se quella giornata è ritenuta “lavorativa” ( a mo’ di esempio è ritenuta valida una messa a disposizione nel “giorno libero” o in giorno di “sospensione delle lezioni”, per esempio il primo giorno delle vacanze di Natale, in cui però la segreteria è funzionante e il docente potrebbe essere chiamato a svolgere attività funzionali all’insegnamento).

 

 

 

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