Elezioni: l’utilizzo del personale in diversa sede deve essere regolato nel contratto di scuola

Renata – Nella mia scuola, un plesso (scuola primaria) è utilizzato come seggio, l’altro (scuola secondaria di primo grado) rimane aperto per la normale attività, in esso sono presenti 4 classi di scuola primaria. La dirigente scolastica facendo riferimento ad un art. presente  nel contratto di istituto, ha emanato una circolare nella quale solo il personale di ruolo deve essere disponibile per eventuali supplenze nelle classi di quel plesso. Mi chiedo: il dirigente non avrebbe dovuto stilare una graduatoria di tutto il personale in servizio nella scuola primaria compreso i docenti a tempo determinato? L’articolo a cui si rifà la dirigente infatti parla di utilizzo dei docenti secondo la graduatoria di istituto senza specificare quale.

Dal nostro punto di vista ha commesso una discriminazione ai danni degli  insegnanti a tempo indeterminato che si trovano comunque a disposizione rispetto ai colleghi a tempo determinato totalmente liberi da qualsiasi impegno. Aggiungo che questa decisione ha trovato concordi i componenti della RSU ad eccezione di un componente che però al momento della elaborazione della circolare era assente per motivi di salute. Non abbiamo avuto modo di contrastare la decisione perché la circolare è stata pubblicata solo giovedì 21  febbraio nel pomeriggio ma  molti hanno potuto visionarla solo il giorno dopo. Inutili i contatti con la RSU che si è dimostrata ritrosa  a qualsiasi ripensamento. A questo punto ci chiediamo se possiamo rifiutare di svolgere la supplenza (considerando l’ordinanza a cui fate riferimento in altre risposte a messaggi simili)  nell’eventualità che essa si verifichi o pretendere l’obbligo di servizio per poi impugnarlo davanti al giudice del lavoro per il mancato rispetto del principio dell’imparzialità nella pubblica amministrazione, pilastro costituzionale. Mi scuso per la lunghezza del messaggio, ma la situazione è piuttosto contorta.

Olga – sono un insegnante di scuola primaria. Lunedì e martedì la mia scuola rimarrà chiusa perchè sede di scrutinio. Nel paese c’è un’altra scuola primaria, facente parte dello stesso istituto comprensivo, che invece rimarrà aperta. La vicaria ci ha detto che dobbiamo tenerci disponibili a supplire un’eventuale assenza di colleghi dell’altra scuola. E’ veramente così o posso avvalermi dell’ ordinanza ministeriale 185/1995 art.3 comma30? Vi prego di rispondermi…grazie anticipatamente!

Paolo Pizzo – Gentilissime,

come più volte detto in questa rubrica quando si tratta di organizzare l’utilizzo del personale in caso di elezioni che comportano la chiusura di alcuni plessi della scuola (compreso quello in cui c’è la presidenza), il Dirigente non può, con atti unilaterali, decidere come utilizzare il personale (docente e ATA) nei plessi che rimangono aperti.

Non dobbiamo infatti confondere l’ “autonomia” della scuola con l’”autonomia” del Dirigente, il quale certo “dirige” la scuola ma non decide da solo come e quando deve essere utilizzato il personale i cui criteri devono essere stabiliti in contrattazione di istituto.

Questo deve essere un principio cardine.

Pertanto, continueremo a dire fino alla noia che  quando non è “tutta la scuola “ ad essere chiusa, ma solo alcuni plessi, il personale docente e ATA assegnato ad inizio anno ai plessi che rimarranno chiusi non è tenuto a prestare servizio, e qualunque soluzione prospetta dal Dirigente (es. rimanere a disposizione per eventuali sostituzioni) deve essere regolato nel contratto di scuola.

Sarebbe buona prassi, per rispondere a Renata, che i docenti pretendessero ad inizio anno l’indizione di assemblee da parte delle RSU e ovviamente vi partecipassero, in modo da  discutere di tutto ciò che poi si andrà a contrattare, compreso l’utilizzo del personale in occasioni come queste.

Eventuali contestazioni o comunque proposte o soluzioni devono essere palesate nei luoghi preposti, non a contrattazione conclusa.

In ogni caso, l’art. 146 del CCNL/2007 dispone che nel comparto scuola trova applicazione l’art. 17 del DPR n° 3/1957 (Limiti al dovere verso il superiore):

“L’impiegato, al quale, dal proprio superiore, venga impartito un ordine che egli ritenga palesemente illegittimo, deve farne rimostranza allo stesso superiore, dichiarandone le ragioni. Se l’ordine è rinnovato per iscritto, l’impiegato ha il dovere di darvi esecuzione.
L’impiegato non deve comunque eseguire l’ordine del superiore quando l’atto sia vietato dalla legge penale”.

Invito a leggere sull’argomento la posizione di ben 3 sindacati Nazionali rappresentativi, che difendono ovviamente e giustamente la contrattazione di istituto:

UIL

FLC CGIL

FGU GILDA

Non abbiamo dubbi che i contrasti maggiori si avranno con i Dirigenti iscritti all’ANP, unico sindacato che afferma che l’articolazione dell’orario del personale docente, educativo ed ATA, di cui all’art. 6, comma 2, lett. h) ed m) del CCNL/2007, non è più oggetto di contrattazione di istituto. Quindi anche l’utilizzo del personale docente o ATA nel caso di scuole parzialmente chiuse per le elezioni, è per il sindacato di esclusiva competenza del Dirigente.

Ricordiamo a tal proposito la recente sentenza di Lucca che dà torto ai Dirigenti.

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