Assenza durante il servizio causa malore: come devono essere considerate le ore non prestate?

DSGA – volevo porle il seguente quesito in merito ad un permesso breve che poi  è stato coperto da malattia con certificazione medica da parte di un Assistente Amm.va in servizio nella mia Scuola: In data mercoledi 27 febbraio u.s, l’Assistente Amm.va in servizio nella mia Scuola in qualità di Supplente fino a nomina dell’ avente diritto  avrebbe dovuto prestare servizio dalla mattina fino  alle ore 17,00  . Alle ore 12,00 mi chiede un permesso breve  perchè si sentiva male. Il permesso è stato regolarmente concesso ed il giorno successivo ( giovedì 28) la sig.ra ha chiesto malattia.

Al suo rientro ( venerdì 1 marzo c.m.) mi  presenta un certificato medico rilasciato il 28 febbraio per 2 giorni a decorrere dal 27 febbraio ( giorno in cui aveva chiesto anche il permesso breve ). Visto che da parte dell’interessata ed anche da parte dell’Assistenti di segreteria ci sono dei dubbi sull’eventuale recupero delle ore svolte  e  visto che comunque occorre presentare alla Ragioneria Territoriale dello Stato il decreto di riduzione di 2 gg. al 50% di stipendio perché comunque il c.m. prescrive 2 gg. di malattia .  Vorrei sapere se le ore lavorate e cioè 4 ore di servizio dalle 8,00 alle 12,00 del 27 febbraio  devono essere  restituite all’interessata visto che secondo il parere delle Assistenti sono state comunque lavorate. Da parte mia ritengo che le ore lavorate  non debbano essere restituite all’interessata dal momento che anche il giorno 27 è coperto da certificazione medica che vale per l’intera giornata.  Vorrei conoscere il suo parere ed eventualmente la normativa di riferimento .  La ringrazio

Paolo Pizzo – Gentilissimo DSGA,

Il caso è stato già affrontato nella nostra rubrica ma è sicuramente utile riproporlo.

Partiamo da un presupposto: il caso non è normato dal CCNL Comparto Scuola.

Abbiamo però un Orientamento applicativo ARAN per il Comparto Ministeri a cui di solito fanno riferimento le scuole nel caso di cui al quesito:

“Al riguardo le ipotesi previste sono due.
a) La giornata non sarà considerata assenza per malattia se la relativa certificazione medica ha decorrenza dal giorno successivo a quello della parziale prestazione lavorativa. In tale evenienza, il dipendente, ai fini del completamento dell’orario, recupererà le ore non lavorate concordandone i tempi e le modalità con il dirigente.

b) Se, invece, il certificato medico coincide con la giornata della parziale prestazione lavorativa, la stessa sarà considerata assenza per malattia e il dipendente potrà invece utilizzare successivamente le ore lavorate come riposo compensativo di pari entità.”

Applicando tale parere alla Scuola:

  • Se la certificazione medica ha decorrenza dal giorno successivo a quello della parziale prestazione lavorativa, la giornata non sarà considerata assenza per malattia. Il dipendente, ai fini del completamento dell’orario, recupererà le ore non lavorate concordandone i tempi e le modalità con il DSGA (se ATA) o con il Dirigente (se docente).
  • Se il certificato medico coincide con la giornata della parziale prestazione lavorativa, la stessa sarà considerata assenza per malattia e il dipendente potrà utilizzare le ore lavorate come riposo compensativo di pari entità, concordandone i tempi e le modalità con il DSGA (se ATA). Il docente concorderà tale recupero con il Dirigente (le modalità potrebbero essere anche oggetto di contrattazione d’istituto).

Il  parere ARAN è fondato su una sentenza della Cassazione (6.2.1988 n.1290):

“… salva una contraria ed espressa indicazione, la prognosi della malattia diagnosticata non può non comprendere il giorno di rilascio della certificazione, essendo in contrario irrilevante che nello stesso giorno il lavoratore abbia eseguito la normale prestazione lavorativa …”

In conclusione, quando il caso rientra nella malattia coincidente con la giornata della parziale prestazione lavorativa e di conseguenza il certificato diagnostica uno stato morboso, la scuola deve considerare il dipendente in malattia e di conseguenza lo stesso non dovrà rendere nessuna ora anzi dovrà recuperare quelle prestate.

Solo quando l’assenza non è riconducibile ad uno stato di malattia, cioè nel caso in cui il dipendente debba assentarsi per un’avvenuta indisposizione che non necessariamente darà poi seguito ad uno stato morboso con relativa certificazione, il personale può fruire dei permessi per motivi personali o dei permessi brevi soggetti a recupero.

Posted on by nella categoria Assenze
Versione stampabile
ads ads