Prova scritta concorso: avvantaggiato chi ha risposto pur non avendo completa conoscenza dell’argomento

Loredana – Gentile Redazione, vorrei sottoporre alla Vs. Cortese Attenzione una pacata riflessione. Ancora sullo “studiolo”. Prendo visione soltanto ora della “griglia per la valutazione delle prove e calcolo del punteggio” pubblicata sul sito dell’USR Umbria, griglia predisposta conformemente a criteri definiti a livello nazionale (“pertinenza”, “correttezza linguistica”, “completezza” e “originalità) .

In breve, se ho compreso correttamente, si prevede l’attribuzione, per ogni singolo quesito, con specifico riferimento all’indicatore denominato “correttezza linguistica”, di punti 2 (fatta salva la possibilità, da parte delle Commissioni, di assegnare un peso diverso ai vari indicatori), in caso di “a.3) Chiarezza espositiva, lessico ricco e appropriato, correttezza grammaticale, ortografica, sintattica”. La cosa non mi è perfettamente chiara; mi spiego con un esempio.

Poniamo, per ipotesi, che un’analoga griglia di valutazione venga adottata in altra Regione, con riferimento alle classi di concorso A025 e A028. Poniamo, per ipotesi, che un candidato A di tale Regione concorra per le classi di concorso A025-A028 e svolga in modo eccellente due delle tre tracce previste, conseguendo 10+10=20 punti; lo stesso candidato A, però, decide di non svolgere la prima traccia, ritenendo che il quesito, vertendo su una precisa conoscenza di un fatto (al di là della premessa iniziale, si richiede espressamente al candidato di “illustrare UNO O PIÙ’ EPISODI DI COMMITTENZA legati all’allestimento dello studiolo nel sec. XV”)
presupponga, pertanto, un’ altrettanto precisa e circostanziata risposta.

Da quanto mi sembra di aver capito, stando alla griglia su detta, il candidato A non supera in ogni caso la prova scritta e quindi non è ammesso alla prova pratica.

Poniamo, d’altro canto, per ipotesi, che un candidato B, concorrente per la medesima classe di concorso, svolga in modo parimenti eccellente la seconda e la terza traccia, conseguendo 10+10=20 punti; lo stesso candidato B, non avendo conoscenza di studioli, né tanto meno di episodi di committenza legati all’allestimento dello stesso, decide di svolgere la prima traccia: non è in grado di dare una precisa e circostanziata risposta alla precisa domanda; le sue argomentazioni sono assolutamente incongruenti rispetto alle indicazioni della traccia, pur tuttavia sono espresse in un Italiano ineccepibile, con “chiarezza espositiva, lessico ricco e appropriato, correttezza grammaticale, ortografica, sintattica”–e non potrebbe essere altrimenti, stante l’eccellenza, anche da un punto di vista linguistico, dimostrata nelle altre due risposte.

Ebbene, non mi è perfettamente chiaro (ricordando anche che, nell’ambito della prova pre-selettiva, vigeva il criterio per cui ad essere maggiormente penalizzato era chi forniva una risposta non corretta) come potrebbe essere valutata complessivamente la prova scritta del candidato B. In altri termini, il candidato B potrebbe conseguire un punteggio superiore a 20? Stante tale eventualità, non sarebbe forse ragionevole estendere questa possibilità di superamento anche al candidato A, ove emerga, nella disamina delle altre due tracce (svolte, quindi, nello stesso giorno, nello stesso luogo e sullo stesso supporto cartaceo), altrettanta “chiarezza espositiva, lessico ricco e appropriato, correttezza grammaticale, ortografica, sintattica”? Chiedo lumi al riguardo.

Lalla – Il candidato B ha comunque risposto al quesito e dunque avrà più possibilià di vedersi assegnato un punteggio minimo rispetto al candidato che ha lasciato la risposta in bianco.

Questo era chiaro sin dall’avviso del 15 gennaio 2013, in cui il Ministero ha indicato che per ogni quesito sarebbero stati a disposizione da 0 a 10 punti

E’ chiaro cioè che il quesito in bianco dovrà valere necessariamente 0, mentre una qualsiasi risposta sarà sottoposta a valutazione, e sarà giudicata secondo una fascia 0 -10

Nella prova scritta (a nulla serve operare un confronto con la preselettiva, prova con struttura differente) il criterio più conveniente era quello di dare comunque una risposta, dato che non sono previste penalizzazioni per la risposta non corretta.

Certo, bisogna considerare che il candidato che nulla conoscesse dello studiolo difficilmente si sarà potuto avvalere di chiarezza espositiva e lessico ricco e appropriato. Ma ha tentato in base ad altre conoscenze che se coerenti andranno prese in considerazione, altrimenti anche il quesito svolto potrà valere 0.

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