Assenza per malattia: come devono essere considerati i giorni di assenza se si ha un contratto al 30/6 e si completa l’orario con una supplenza breve?

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Barbara – avrei bisogno di farvi delle domande a cui i sindacati di Piacenza (città in cui lavoro come insegnante di 3 fascia) non riescono a darmi una risposta precisa. La mia situazione è la seguente. Lavoro in due scuole diverse e quindi ho due contratti. Uno di 3 ore fino al 30 giugno, l’altro di 12 ore ed è una supplenza temporanea (fino all’8 giugno su malattia). Sono in malattia dal 18 febbraio perché ho dovuto sottopormi ad una operazione chirurgica, la malattia termina sabato 9 marzo. La malattia, stranamente mi viene pagata al 100% da entrambe le scuole perché hanno tenuto conto del contratto di lavoro più vantaggioso (quello fino al 30 giugno).

Il caso ha voluto che oggi mi chiamassero per un intervento per il quale ero in lista di attesa da 2 anni. Dovrei ricoverarmi di nuovo in questa settimana. Poiché si tratta di un’operazione molto molto delicata (trapianto di cornea), credo che la malattia durerà per lo meno 30  giorni. In questo caso perdo la supplenza breve o ancora una volta possono far valere il contratto di lavoro più vantaggioso come per il pagamento? Vorrei tanto sapere cosa ne sarà del mio lavoro. Se riusciste a rispondermi ve ne sarei profondamente grata. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Barbara,

si concorda con l’operato seguito fino ad ora dalla scuola la quale dovrà procedere nello stesso modo anche per l’operazione che dovrai subire e quindi computarti i giorni di assenza per malattia considerandoti come docente con contratto al 30/6 e non per “supplenza breve”.

Motiviamo la risposta.

Il completamento dell’orario di lavoro è un diritto che discende dall’art. 36 della Costituzione e dal principio del merito di cui all’art. 97 della Costituzione.

Per i docenti tale diritto è regolamentato dagli art. 2 e 4 del D.M. n. 131/2007 e dall’art. 40 del CCNL/2007.

In particolare, l’art. 4 comma 1 del D.M. n. 131/2007 prevede che l’aspirante cui venga conferita, in caso di assenza di posti interi, una supplenza ad orario non intero, anche nei casi di attribuzione di supplenze con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. Tale completamento può attuarsi anche mediante il frazionamento orario delle relative disponibilità, salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno.

L’art. 40 comma 7 del CCNL/2007 afferma: “Il personale di cui al presente articolo, di durata settimanale inferiore alla cattedra oraria, ha diritto, in presenza della disponibilità delle relative ore, al completamento o, comunque, all’elevazione del medesimo orario settimanale”.

L’art. 19, commi 3 e 4 stabiliscono che “Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni”.

Il comma 10 che “Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, si applica l’art. 5 del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.”.

Stabilito quindi che hai un contratto al 30/6 e ti è stato possibile il completamento di orario, previsto dalle norme sopra citate, il tuo status giuridico è quello di docente con contratto al 30/6 a cui si applica per l’intero anno scolastico i commi 3 e 4 dell’art. 19.

Pertanto, la scuola dovrà considerare le tue assenze di malattia all’interno di un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico con una retribuzione al 100% per il primo mese di assenza, e nella misura del 50% per il secondo e terzo mese. Per il restante periodo non avrai alcuna retribuzione.

Il contratto al 30/6 “prevale” giuridicamente su quello per “supplenza breve” perché svolti contemporaneamente.

In merito al tuo ricovero e all’operazione che dovrai subire, ricordiamo alla scuola che non si procede alla decurtazione economica fino ai dieci giorni per:

  • Ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private. Per “ricovero ospedaliero” si intende la degenza in ospedale per un periodo non inferiore alle 24 ore (comprensivo della notte);
  • Ricovero domiciliare certificato dall’ASL o struttura sanitaria competente, purché sostitutivo del ricovero ospedaliero;
  • I day-hospital;
  • I periodi di assenza per convalescenza che seguono senza soluzione di continuità un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital indipendentemente dalla loro durata per i quali è sufficiente una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato (la certificazione medica dovrà far discendere espressamente la prognosi dall´intervento subito in ospedale).

E che non si procede alla visita fiscale qualora il dipendente sia ricoverato presso un ospedale, o si rechi al pronto soccorso, o a seguito di un infortunio, o a seguito di un ricovero ospedaliero, qualora il periodo di riposo o di convalescenza sia stato ordinato dall’ospedale stesso (e non, successivamente, dal medico curante: in questo caso non risulta nessun legame ufficiale con il periodo di ricovero o con il precedente infortunio).

In bocca al lupo per l’operazione dalla redazione di OS.

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