Visite specialistiche: quando il Dirigente decide i criteri di fruizione senza attenersi alle leggi

Laura – Ho letto con attenzione l’articolo di Paolo Pizzo sulle visite specialistiche. In questi giorni la nostra dirigente ha adottato delle iniziative molto restrittive a riguardo: – obbligandoci a sottoscrivere una autocertificazione che richiama la legge 127 del 15/05/97 e la legge 191 del 16/06/98 – facendoci dichiarare che la prestazione non poteva essere effettuata al di fuori  dell’orario di servizio; ribadendo nel modulo di autocertificazione che è facoltà del datore di lavoro inviare la visita fiscale nelle ore al di fuori della visita; pretendendo un certificato in cui sia specificata l’ora della prestazione. Mi pare che tutto ciò contrasti con quanto letto nell’articolo di Pizzo. Cosa fare per frenare anche eventuali provvedimenti nei miei confronti? Grazie. e complimenti per la competenza.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

credo che la tua Dirigente abbia dimenticato, tra le iniziative, di farvi accompagnare dalle forze dell’ordine.

Anche se, dal tenore delle iniziative, non dubito che per il ritorno dovrete provvedere a vostre spese.

Accogliamo con molto stupore e a volte con qualche “brivido”, come ho già avuto occasione di dire, queste vostre email e abbiamo l’obbligo (almeno quello morale ) di renderle pubbliche.

Il Dirigente scolastico, così come i docenti e tutto il personale della scuola, non deve fare altro che il proprio dovere nel rispetto delle leggi e si deve “muovere” all’interno di un pacchetto di norme (in primis il CCNL/2007) che ovviamente si devono conoscere per poterle applicare e farle rispettare.

Nessuno dei punti indicati dalla Dirigente è lecito:

  • L’autocertificazione per effettuare la visita specialistica non esiste: esiste il certificato rilasciato dalla struttura, pubblica o privata, in cui il dipendente effettua la visita;
  • Quello di dimostrare  che non sia oggettivamente possibile effettuare la visita fuori dell’orario di lavoro (tesi sostenuta dall’ARAN), che comunque non è stato mai contenuto in una legge, è ormai superato dal chiaro e semplice dettato contenuto nel D.L. n. 98/2011, convertito nella legge n. 111/2011: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione”. Non è indicato che il dipendente debba dichiarare che  la prestazione non possa essere svolta al di fuori dell’orario di lavoro. Perfino l’ARAN è intervenuta per dichiarare che ciò che aveva sostenuto fino al 2011 non è più applicabile proprio in virtù della legge sopra citata.
  • Quello poi della facoltà che ha il Dirigente di inviare la visita fiscale al di fuori dell’orario della visita è geniale.

Mi fermo qui.

Invito quindi Dirigente e dipendenti a rileggere questo articolo e ad attenersi esclusivamente alle leggi e alla normativa che regolano le visite specialistiche.

Ricordando che quando la visita è imputata a malattia si deve applicare la Legge già citata, altrimenti gli altri istituti (permessi, ferie ecc.) previsti dal Contratto.

E che Il ricorso all’uno o all’altro istituto dipende solo dalle valutazioni del dipendente e del medico competente (che redige il certificato o la prescrizione).

Non del Dirigente.

In conclusione, eventuali provvidementi che sararanno attuati nei tuoi confronti dovranno essere respinti in base alla normativa citata nell’articolo.

 

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