Sanzioni discplinari allievi: il consiglio di classe opera nella componente allargata e i docenti hanno il dovere del segreto d’uffcio

Paula – avrei urgente bisogno di sapere qual è la procedura corretta per la sospensione di alunni della scuola secondaria di primo grado. Il ragazzo ha collezionato 7 note sul registro (mai riportate dai singoli insegnanti sul diario personale del ragazzo: la famiglia non ne era quindi a conoscenza). Convocazione consiglio di classe straordinario:  Devono per legge partecipare al consiglio di classe straordinario anche i genitori rappresentanti di classe?  Deve per legge partecipare l’educatrice comunale che segue il ragazzo difficile sottoposto a provvedimento disciplinare?Devono partecipare i genitori dell’alunno sottoposto a procedimento disciplinare?

Nel corso del consiglio straordinario si è discusso a lungo sul numero di giorni di sospensione: una parte dei docenti ha richiesto 3 giorni, una parte 2 giorni. Alla fine, senza votazione, si è deciso per tre giorni. Nel comunicare alla famiglia la decisione del consiglio il coordinatore ha parlato ai genitori della discussione sulla quantità dei giorni di punizione tenuta in consiglio e ha palesato la sua PERSONALE POSIZIONE di dare 2 giorni di sospensione per non creare nel ragazzo un ritorno negativo (che poi c’è effettivamente stato). E’ stato rivelato un segreto professionale o è stato semplicemente esplicitata ai genitori una posizione personale tenuta anche in consiglio?

Paolo Pizzo – Gentilissima Paula,

La nota MIUR n. 3602 del 31/07/2008 afferma che “le sanzioni ed i provvedimenti che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo inferiore a 15 giorni sono sempre adottati dal CONSIGLIO DI CLASSE; b) le sanzioni che comportano un allontanamento superiore a 15 giorni, ivi compresi l’allontanamento fino al termine delle lezioni o con esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi, sono sempre adottate dal CONSIGLIO DI ISTITUTO.

In particolare, con riferimento al Consiglio di classe si deve ritenere che l’interpretazione maggiormente conforme al disposto normativo (art. 5 D.Lgs. n. 297/1994) sia nel senso che tale organo collegiale quando esercita la competenza in materia disciplinare deve operare nella composizione allargata a tutte le componenti, ivi compresi pertanto gli studenti e i genitori, fatto salvo il dovere di astensione (es. qualora faccia parte dell’organo lo studente sanzionato o il genitore di questi)e di successiva e conseguente surroga.”

Trattandosi di scuola di I grado, ai sensi dell’art. 5/2 lettera b del D.Lgs. n. 297/1994 fanno parte del consiglio di classe quattro rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe; e ai sensi del comma 3 può partecipare, qualora non faccia già parte del consiglio stesso, un rappresentante dei genitori degli alunni iscritti alla classe o alle classi interessate, figli di lavoratori stranieri residenti in Italia che abbiano la cittadinanza di uno dei Paesi membri della comunità europea.

Pertanto, al consiglio di classe di cui al quesito devono partecipare  i docenti e i rappresentanti dei genitori, fatto salvo il dovere di astensione (es. qualora faccia parte dell’organo il genitore dello studente sanzionando) e di successiva e conseguente surroga.

Non vi deve quindi partecipare lo studente sanzionando (oltretutto trattandosi di scuola di I grado non è neanche possibile che lo stesso sia un rappresentante di classe perché questi non sono previsti) e neanche l’educatrice perché non fa parte del consiglio classe.

I rappresentanti dei genitori  hanno diritto ad esprimersi durante il dibattito nonché di voto al pari dei docenti.

Le deliberazioni sono assunte a maggioranza.

Inoltre, ritengo sicuramente censurabile il comportamento del coordinatore di classe che in quel momento non doveva farsi altro che portavoce della decisione assunta dall’organo collegiale, unico e sovrano nelle decisioni assunte, indipendentemente dalla propria posizione personale.

Giova infatti ricordare che le singole posizioni assunte all’interno degli organi collegiali, nonché l’andamento delle discussioni che hanno poi portato alle deliberazioni, che, ripeto, non sono del singolo docente ma dell’organo collegiale, non possono essere rilevate all’esterno, né in alcun modo agli allievi o ai genitori di questi.

Altrimenti le sedute di tali organi sarebbero aperte al pubblico.

Bisogna quindi che il Dirigente all’inizio dell’anno scolastico o all’apertura di ogni seduta, indipendentemente di quale organo collegiale si tratti, richiami i docenti al dovere di riservatezza e di segreto d’ufficio.

Le posizioni personali si devono esplicitare all’interno della seduta.

Una volta che la decisione è stata assunta, assume il carattere della collegialità.

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