Docente in malattia ma presente a scuola: il comportamento è illegittimo anche se il Dirigente lo permette

DSGA – Nella scuola in cui presto servizio (è il primo anno) si sta verificando una  situazione che a mio avviso è molto grave. Un docente nominato primo collaboratore del Dirigente è collocato in malattia  da ottobre ed è assente in modo continuativo anche se ha presentato più  certificati. Abbiamo assunto regolarmente un supplente che ha avuto contratti  di proroga e conferma a seconda dei periodi di malattia del docente. Il docente titolare in questione, nonostante in malattia e con il consenso di  tutti, in primis del Dirigente, si presenta regolarmente a scuola e “sbriga”  alcune pratiche relative alla sua funzione di collaboratore.  Mi chiedo se questo sia lecito o se io, in qualità di Dsga, posso oppormi e  segnalare quanto accade. Nell’attesa di riscontro, porgo i mie saluti e faccio i complimenti alla rubrica di consulenza.

Paolo Pizzo – Gentilissima,

il comportamento del docente e del Dirigente è illegittimo e a mio avviso può costituire reato, se non vi è un certificato medico che attesti che il dipendente possa svolgere tali attività.

Ma a quel punto è ovvio che la malattia deve poi ritenersi conclusa e il docente dovrà assumere regolare servizio perché guarito (fermo restando che il contratto al supplente non potrà essere rescisso unilateralmente per il rientro anticipato del titolare e avrà i suoi effetti fino alla naturale data di scadenza).

Il docente collocato in malattia (qualunque sia la diagnosi) non può svolgere alcuna attività, pertanto, nel caso in questione, che si tratti o no di attività di insegnamento non ha nessuna importanza.

La Corte di Cassazione (sentenze 23.9.1987, n. 7279 e 30.7.1987 n. 6632) afferma che “…deve essere considerata malattia ogni alterazione patologica in atto di organi e delle loro funzioni (o anche dell’organismo considerato nel suo complesso) che per i sintomi con cui si manifesta e per le conseguenze che produce sull’organismo del lavoratore impedisce temporaneamente l’esecuzione della prestazione lavorativa dovuta in quanto risulta del tutto incompatibile con l’ulteriore svolgimento delle attività necessarie all’espletamento della prestazione stessa”.

Altre sentenze, tra cui quella del 14/05/1997, hanno dichiarato che il dipendente in malattia deve assumere un comportamento improntato al dovere della diligenza che oltre a riguardare il dovere di avvertire tempestivamente la scuola dell’assenza, permettere così la sostituzione, farsi trovare in casa per l’espletamento dell’eventuale fisica fiscale, il dipendente non può assumere atteggiamenti che possano ritardare la guarigione.

Pertanto, si concorda con la gravità del comportamento non solo del docente ma anche del Dirigente, quest’ultimo, infatti, in qualità di capo di istituto è il primo a dover assumere un comportamento confrome alle norme richiamando allo stesso comportamento i dipendenti della scuola.

Non dovrebbe quindi permettere che un dipendente collocato in malattia sia presente a scuola durante tutto il periodo certificato, anzi dovrebbe procedere nei suoi confronti con un provvedimento disciplinare.

Tutti i dipendenti della scuola, compreso il Dsga, devono denunciare tale comportamento.

Il consiglio è quello di parlare chiaramente con il Dirigente. Se poi la “complicità” tra Dirigente e docente in malattia dovesse continuare, la questione va segnalata all’Ufficio Provinciale/Regionale competente.

A mio avviso ci sarebbero anche gli estremi di segnalare tale comportamento alle forze di pubblica sicurezza.

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