Maternità: il caso della flessibilità del congedo di maternità per il personale a tempo determinato

Valentina –  sono un insegnante di scuola media con contratto fino al 31 agosto 2013. Mi trovo in gravidanza e la data presunta del parto e’ il 17 giugno 2013 per cui dal 17 aprile dovrei entrare in interdizione obbligatoria, tuttavia dato che le condizioni fisiche me lo permettono desidero usufruire dell’opzione 1 mese piu’ quattro, dal 17 maggio al 17 ottobre.

Il problema e’ che mi hanno detto che siccome il mese extra di cui voglio usufruire dopo il parto va a finire dopo nomina non posso chiederlo e sono obbligata a fare 2 mesi + 3 come da prassi, e che quindi non ho la facolta’ di scegliere la seconda opzione. E’ cosi’? esiste una normativa specifica riguardo la situazione dei precari o tutto e’ rimandato alla libera interpretazione del personale del provveditoriato e della segretera della scuola? vi ringrazio sin da ora per la risposta, cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Valentina,

non concordo con la scuola.

La flessibilità del congedo di maternità (art. 20 del D.Lgs. 151/2001 – Testo Unico delle norme a tutela e sostegno della maternità e della paternità) consente alla lavoratrice in gravidanza di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto fino al quarto mese successivo al parto, a condizione che il ginecologo del servizio sanitario nazionale o convenzionato con esso e il medico dell’azienda preposto alla tutela della salute sul luogo di lavoro, attestino che la permanenza al lavoro nel corso dell’ottavo mese di gravidanza non causi un pregiudizio alla salute della madre e del figlio.

Il posticipo può avvenire nel limite minimo di 1 giorno e fino a un massimo di 1 mese. È possibile ricorrere alla flessibilità del congedo di maternità esclusivamente:

a) In assenza di condizioni patologiche che configurino situazioni di rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro al momento della richiesta;

b) In assenza di un provvedimento di interdizione anticipata;

c) Quando vengono meno delle cause che abbiano in precedenza portato ad un provvedimento di interdizione anticipata nelle prime fasi di gravidanza;

d) In assenza di pregiudizio alla salute della lavoratrice e del nascituro derivante dalle mansioni svolte, dall’ambiente di lavoro e/o dall’articolazione dell’orario di lavoro previsto; nel caso venga rilevata una situazione pregiudizievole, alla lavoratrice non potrà comunque essere consentito, ai fini dell’esercizio dell’opzione, lo spostamento ad altre mansioni ovvero la modifica delle condizioni e dell’orario di lavoro;

e) In assenza di controindicazioni allo stato di gestazione riguardo alle modalità per il raggiungimento del posto di lavoro.

È obbligatoria l’attestazione sanitaria del ginecologo del SSN o con esso convenzionato nonché quella del medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro,bove la legislazione vigente preveda un obbligo di sorveglianza sanitaria.

La domanda deve necessariamente essere presentata in data antecedente alla fruizione del congedo.

Il periodo di flessibilità, quand’anche sia stata già accordato, può essere successivamente ridotto (ampliando quindi il periodo di astensione ante-parto inizialmente richiesto)

  • espressamente, su istanza della lavoratrice
  • implicitamente, per fatti sopravvenuti.

Tale ultima ipotesi può verificarsi con l’insorgere di un periodo di malattia, in quanto ogni processo morboso in tale periodo comporta un “rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro” e supera, di fatto, il giudizio medico precedentemente espresso nella certificazione del ginecologo ed, eventualmente, in quella del medico competente.

In tutte queste ipotesi la flessibilità consisterà nel differimento al periodo successivo al parto, non del mese intero, ma di una frazione di esso e cioè delle giornate di congedo di maternità “ordinario” non godute prima della data presunta del parto, che sono state considerate oggetto di flessibilità (vale a dire quelle di effettiva prestazione di attività lavorativa nel periodo relativo, comprese le festività cadenti nello stesso).

Richiamata tutta la prassi in materia, tu potrai fruire della flessibilità perché per il mese in “più” sarai ancora sotto contratto (ti scade infatti il 31/8).

Tutto il periodo di congedo obbligatorio, qualunque esso sia, in cui non si è sotto contratto (nel tuo caso oltre il 31/8), si fruisce dell’indennità fuori nomina pagata all’80%.

Non vedo quindi dove sia il problema.

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