Ho insegnato senza titolo. Questo servizio può essere utilizzato per il corso speciale di abilitazione?

Gentilissima Lalla vorrei sottoporle il caso insolito di mia nipote, diplomata presso l’ex istituto Magistrale oggi denominato Liceo pedagogico, nell’anno scolastico 2002-2003. Ignara della non validità ai fini dell’insegnamento del suo diploma la ragazza fece, qualche anno fa, domanda di supplenza in una scuola della provincia di Milano conseguendo per alcuni periodi parecchie nomine, lunghe anche mesi, fino a quando non c’è stato l’aggiornamento delle graduatorie e le sua domanda non è stata rigettata per mancanza dei titoli richiesti.

Con suo grande rincrescimento ha dovuto abbandonare la carriera di insegnante che cominciava a darle non poche soddisfazioni. Perciò, in occasione dell’emanazione dei Tfa, mi chiedo se gli anni di servizio da lei
comunque prestati non possano essere utili per partecipare alle selezioni. Il caso di persone che hanno insegnato pur privi dei titoli necessari, come ad esempio parecchi ragazzi iscritti a SFP è poco considerato anche se diffuso, è come se non esistessero.

Vengono sfruttati quando occorre, ma non maturano alcun diritto se non quello a percepire la disoccupazione. Mi piacerebbe conoscere il suo parere in proposito.

Lalla – gent.ma, io non direi che sua nipote sia stata sfruttata, avendo lavorato in mancanza dei requisiti previsti dalla normativa. Si ricorda infatti che la responsabilità delle dichiarazione rese nei modelli di domanda di iscrizione nelle graduatorie è in capo al dichiarante, non all’Amministrazione. Nei modelli di domanda vi è questa dicitura "La compilazione del presente modulo di domanda avviene secondo le disposizioni previste dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445", si tratta quindi di un’autocertificazione, con tutte le conseguenze del caso.

Se l’organizzazione scolastica fosse efficiente, il "difetto" del titolo avrebbe dovuto essere chiarito immediatamente dalla scuola capofila alla quale fu presentata la domanda; il fatto che non sia stato fatto non fa però venir meno la dichiarazione non conforme ai titoli richiesti (non può essere accettato il ragionamento: non ho i titoli, presento ugualmente la domanda – anche se mi rendo conto che l’errore è stato sicuramente compiuto in buona fede – se l’Amministrazione si accorge dell’errore bene, altrimenti maturo dei diritti).

Va precisato che per l’accesso ai percorsi speciali abilitanti per la scuola dell’infanzia e primaria (ma anche per quelli della secondaria) i requisti necessari non sono solamente le 3 annualità di servizio, bensì anche il titolo di studio necessario per l’accesso all’insegnamento, nello specifico il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 ai sensi del Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 10 marzo 1997 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 1997".

Quindi, prima viene il titolo necessario per l’insegnamento, e poi il requisito di servizio.

Per quanto riguarda l’accenno ai corsisti di SFP, essi sono autorizzati alle supplenze se sono inseriti nella III fascia delle graduatorie di istituto, altrimenti no (qualora ci fossero situazioni difformi è bene segnalarle all’Amministrazione).

Va anche detto che in casi molti rari le scuole possono avvalersi di personale non in possesso del titolo di studio prescritto (ma la mancanza di personale idoneo deve essere appositamente dichiarato). Tale servizio, valutabile come "altro servizio" nella III fascia delle graduatorie di istituto (nel momento in cui si consegue il titolo idoneo e si ha diritto all’inserimento) non può a mio parere essere eventualmente speso come servizio valido per l’accesso ai corsi speciali di abilitazione.

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