Viaggi di istruzione: responsabilità del docente accompagnatore

Alfonso – Durante un viaggio d’istruzione con pernottamenti in hotel un alunno dopo aver  ricevuto ordini di entrare nella stanza e di dormire sino al mattino seguente alle ore 8-00 per la prima colazione, come previsto dal programma di viaggio, esce senza permesso dalla stanza e si reca in bar o discoteca il docente accompagnatore è punibile?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Alfonso,

la C.M. 14 ottobre 1992, n. 291 recitava:

Sembra superfluo rammentare che detto incarico [docente accompagnatore] comporta l’obbligo di una attenta ed assidua vigilanza degli alunni, con l’assunzione delle responsabilità di cui all’art. 2047 del codice civile integrato dalla norma di cui all’art. 61 della L. 11 luglio 1980, n. 312, che limita la responsabilità patrimoniale del personale della scuola ai soli casi di dolo e colpa grave. Una vigilanza così qualificata deve essere esercitata non solo a tutela dell’incolumità degli alunni, ma anche a tutela del patrimonio artistico nei cui confronti troppo spesso, purtroppo, vengono da più parti lamentati danni, anche gravi, a causa dell’irrazionale e riprovevole comportamento dei singoli alunni o di gruppi di essi. […] Al fine di evitare un rallentamento della sorveglianza, il programma del viaggio non deve prevedere tempi morti (ore cosiddette «a disposizione»)”.

Una recente sentenza quella della Corte di Cassazione n. 1769 dell’8 febbraio 2012 ha sentenziato:

“…l’accoglimento della domanda di iscrizione con la conseguente ammissione dell’allievo a scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danni a sé stesso ”.

Ultimamente la questione “vigilanza e viaggi di istruzione” è di ampio dibattito non solo nelle aule dei tribunali ma anche in sede di collegi docenti e consigli di classe.

Non è neanche da escludere che al calo dei viaggi d’istruzione abbia contribuito l’aspetto della vigilanza e quindi il timore dei docenti che possa sempre succedere qualcosa di imprevedibile e quali  tutele potrebbe quindi avere il docente in questi casi .

Non è sicuramente possibile una risposta univoca al tuo quesito. Questo perché dipende da tanti fattori: come ha organizzato la scuola la vigilanza del relativo viaggio di istruzione?; Quali fatti sono accaduti durante il viaggio (un allievo è scappato? Si è fatto male? Ci sono stati dei danni causati dagli allievi alle stanze dell’hotel? Al patrimonio artistico ecc.?); Dov’era l’insegnante quando sono accaduti questi avvenimenti? Esisteva all’origine un regolamento di vigilanza?

Il mio parere è che ogni caso è a sé. Certo poi dipende dalla gravità di ciò che accade, quando accade (durante la presenza dell’insegnante? La notte? Durante una visita?) e ciò che poi potrà dimostrare l’insegnante a sua discolpa.

Nel tuo caso, quindi, io non mi preoccuperei più di tanto se accade solo ciò che descrivi senza quindi ulteriori gravi conseguenze.

Anzi, a mio avviso è lo studente che potrebbe essere oggetto di sanzione disciplinare considerato che i viaggi di istruzione sono sempre “scuola”, pertanto tanto il docente quanto l’allievo devono sottostare ad una serie di regole e di doveri che non vengono meno solo per il fatto che non si è nell’edificio scolastico.

Per il resto quindi, basta dimostrare la tua buona fede e il tuo comportamento di “buon padre di famiglia”, atteso che il docente non può certo essere in servizio 24 ore su 24 anche se si tratta di un viaggio di istruzione.

E’ ovvio però che se alla “fuga” dalla stanza dovesse poi succedere qualcosa di grave allora la questione potrebbe cambiare. Dico questo perché le recenti sentenze sull’argomento non fanno altro che dimostrare la colpa della scuola per qualsiasi fatto accaduto che riguardi l’incolumità degli allievi.

A titolo di esempio ricordiamo il caso della sedicenne precipitata, dopo aver scavalcato un parapetto, dal lastrico solare non destinato al passaggio di un hotel ove soggiornava in gita scolastica.

Se ciò accade, afferma la Cassazione, ne possono rispondere l’albergatore, la scuola e i docenti.

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