Maternità: la flessibilità del congedo di maternità e la riduzione oraria per allattamento

Daniela – vorrei sapere se un’insegnante in maternità richiede di essere in  servizio sino all’8° mese per usufruirne di 4 poi dopo e nel corso di tale  mese  dovesse star male,quindi in malattia per  patologia non imputabile alla  gravidanza come si  valuta  quel periodo?o meglio decade il diritto all’8°  mese? Inoltre in  merito all’allattamento se l’orario di servizio prevede nella  settimana  giorni in cui si effettuano 6 ore di servizio  si ha diritto a 2 ore di   permesso e negli altri in cui sono invece 5 ore di servizio diritto ad un ‘ora?si valuta  l’orario giornaliero giusto e nn settimanale?c’è discrezionalità del D.S. e’ importante una vostra risposta. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

1° quesito

La flessibilità del congedo di maternità consente alla lavoratrice in gravidanza di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto fino al quarto mese successivo al parto, a condizione che il ginecologo del servizio sanitario nazionale o convenzionato con esso e il medico dell’azienda preposto alla tutela della salute sul luogo di lavoro, attestino che la permanenza al lavoro nel corso dell’ottavo mese di gravidanza non causi un pregiudizio alla salute della madre e del figlio.

Il posticipo può avvenire nel limite minimo di 1 giorno e fino a un massimo di 1 mese.

È possibile ricorrere alla flessibilità del congedo di maternità esclusivamente:

  •  In assenza di condizioni patologiche che configurino situazioni di rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro al momento della richiesta;
  • In assenza di un provvedimento di interdizione anticipata;
  • Quando vengono meno delle cause che abbiano in precedenza portato ad un provvedimento di interdizione anticipata nelle prime fasi di gravidanza;
  • In assenza di pregiudizio alla salute della lavoratrice e del nascituro derivante dalle mansioni svolte, dall’ambiente di lavoro e/o dall’articolazione dell’orario di lavoro previsto; nel caso venga rilevata una situazione pregiudizievole, alla lavoratrice non potrà comunque essere consentito, ai fini dell’esercizio dell’opzione, lo spostamento ad altre mansioni ovvero la modifica delle condizioni e dell’orario di lavoro;
  • In assenza di controindicazioni allo stato di gestazione riguardo alle modalità per il raggiungimento del posto di lavoro.

Nota bene

Il periodo di flessibilità, quand’anche sia stata già accordato, può essere successivamente ridotto (ampliando quindi il periodo di astensione ante-parto inizialmente richiesto).

  • espressamente, su istanza della lavoratrice
  • implicitamente, per fatti sopravvenuti.

Tale ultima ipotesi può verificarsi con l’insorgere di un periodo di malattia, in quanto ogni processo morboso in tale periodo comporta un “rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro” e supera, di fatto, il giudizio medico precedentemente espresso nella certificazione del ginecologo ed, eventualmente, in quella del medico competente.

In tutte queste ipotesi la flessibilità consisterà nel differimento al periodo successivo al parto, non del mese intero, ma di una frazione di esso e cioè delle giornate di congedo di maternità “ordinario” non godute prima della data presunta del parto, che sono state considerate oggetto di flessibilità (vale a dire quelle di effettiva prestazione di attività lavorativa nel periodo relativo, comprese le festività cadenti nello stesso).

2° quesito

Si conferma che le ore di riposo si calcolano sull’orario giornaliero e non settimanale della lavoratrice.

Ti invito a leggere questo articolo.

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