Rientro dei docenti dopo il 30 aprile: quando la scuola confonde il “titolare” con il “supplente”

 Chiara –  Premetto che le notizie che ho non sono chiare perchè non mi hanno voluto delucidare bene sulla cosa ma la questione è questa: sono stata in maternità fino a marzo, poi con i 30 giorni di congedo parentale sono arrivata al 9 aprile e tra malattia mia, malattia del bambino e qualche giorno di astensione facoltativa arriverò al fatidico 30 aprile per poter prendere servizio il 2 maggio. In segreteria mi hanno detto che la prima supplente che mi ha sostituito è rimasta incinta e si è messa in interdizione e le due supplenti successive (hanno spezzato le ore non so perchè) non arrivano a fare 150 giorni di servizio (dicono in segreteria)  “PER CUI DEVO RIENTRARE IN CLASSE”.

Preciso che sono insegnante di sostegno con contratto a tempo det. fino al 30 giugno e, essendo entrata in maternità obbligatoria il 28 settembre, NON ho avuto nemmeno assegnato i bambini per evitare ulteriori organizzazioni in vista, tra l’altro delle ulteriori convocazioni che si sono succedute fino al mese di novembre. La mia domanda è: il fatto che le supplenti succedutesi per coprire il mio posto non abbiano compiuto 150 giorni di servizio incide sul fatto che io debba prendere servizio con i bambini a loro assegnati, e tra le altre cose svolgere tutte le documentazioni finali, senza nemmeno conoscerli. Il lavoro non mi spaventa ma non vorrei essere presa in giro per far si che la supplente possa continuare a lavorare visto che mi hanno “suggerito” di assentarmi per tutto maggio (A STIPENDIO ZERO!) ..IMPOSSIBILE! Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Chiara,

credo che la scuola stia facendo un po’ di confusione.

Non parte infatti dal presupposto che sei tu la “titolare” perché hai un contratto fino al 30/6.

L’art. 37 del CCNL/2007 recita:  “Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

L’art. quindi indica che “…Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali”.

Chi è il “titolare?” Sei tu. Mi pare ovvio.

Pertanto la scuola preso atto che tu (cioè il titolare) hai effettuato i 150 giorni di assenza su classi non terminali (o 90 su classi terminali) fino ad almeno il 30 aprile, rientrando quindi in servizio successivamente a tale data (come il tuo caso cioè il 2 maggio), dovrà per FORZA considerarti a disposizione.

Mentre le proroghe contrattuali fino al termine delle lezioni comprese poi le valutazioni finali li deve considerare ed effettuare sui supplenti che ti hanno sostituito.

L’art. in questione, quindi, dovrà essere “letto” dalla scuola considerando che tu sei il “titolare” che ha effettuato i 150/90 gg. e chi ti ha sostituto per tali giorni sono i “supplenti”.

Tu sei infatti su un contratto fino al 30/6 (termine delle attività didattiche) quindi non stai di fatto “sostituendo” un titolare, ma il titolare sei tu.

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