Aspettative: Altra esperienza lavorativa e secondo anno di aspettativa

Mary – quest’anno ho usufruito di un anno di congedo per svolgere un’altra esperienza lavorativa, avrei la necessità di chiedere un secondo anno di aspettativa, posso chiedere l’anno sabbatico pur continuando a lavorare presso un altro ente? (ho già svolto l’anno di prova). Oppure posso usufruire di un anno di aspettativa per motivi familiari?

Paolo Pizzo  – Gentilissima Mary,

dal quesito si evince che hai fruito dell’aspettativa di cui all’art. 18 comma 3 del CCNL/2007 che prevede che  il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova.

Per chi vuole continuare a svolgere attività imprenditoriali suggeriamo di prendere in considerazione l’aspettativa di cui all’art. 18 della legge n. 183/2010, “Collegato Lavoro”, che testualmente  prevede:

I dipendenti pubblici possono  essere  collocati  in  aspettativa, senza assegni e senza decorrenza dell’anzianita’ di servizio, per  un periodo  massimo  di  dodici  mesi,  anche  per   avviare   attivita’ professionali   e   imprenditoriali.   L’aspettativa   e’    concessa dall’amministrazione,  tenuto  conto  delle  esigenze  organizzative, previo esame della documentazione prodotta dall’interessato.

Le due aspettative possono essere cumulate in quanto fanno riferimento a due “possibilità” diverse: quella prevista dal CCNL/2007 ti permette di realizzare l’esperienza di una diversa attività lavorativa presso altra amministrazione pubblica o ente pubblico diverse dalle Istituzioni Scolastiche o presso aziende private; quella del “Collegato lavoro” dà la possibilità di assentarsi per avviare un’attività autonoma o imprenditoriale.

Se però questo non è il tuo caso, ti ricordo che l’aspettativa di cui hai già fruito (art. 18 comma 3 del CCNL/2007)  può essere concessa solo per un anno scolastico e non può essere prorogata. 

Terminata l’aspettativa, infatti, il dipendente dovrà rientrare a scuola oppure decidere di licenziarsi e di continuare a lavorare presso l’altra amministrazione pubblica o ente pubblico diverse dalle Istituzioni Scolastiche o presso l’azienda privata per cui avevo richiesto l’aspettativa in questione.

Per completare la risposta al quesito ti dico che puoi comunque fruire anche dell’anno sabbatico o dell’aspettativa per motivi di famiglia e personali, per i cui criteri ti rimando a questa risposta.

È possibile il cumulo di diverse aspettative senza l’obbligo di rientrare in servizio

Per ciò che riguarda però la possibilità di svolgere un’attività lavorativa presso un altro Ente durante un eventuale periodo di aspettativa non retribuita per anno sabbatico o per motivi di famiglia e personali, devi comunque farlo presente al Dirigente scolastico e farti autorizzare nell’attività che svolgerai.

L’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) in più occasione ha tenuto a precisare che nessuna norma contrattuale consente, (o potrebbe consentire) al dipendente di poter instaurare un secondo rapporto di lavoro o lo svolgimento comunque, di altra attività di lavoro autonomo, anche di natura libero professionale, durante la fruizione di periodi di aspettativa senza diritto alla retribuzione.

Il primo rapporto, infatti, con tutte le situazioni soggettive che vi sono connesse (ivi comprese le incompatibilità) sussiste ancora anche se in una fase di sospensione delle reciproche obbligazioni.

Pertanto, il docente in aspettativa senza assegni per motivi di famiglia, personali e di studio conserva lo status di dipendente della P.A. ed è soggetto a tutti gli oneri che ne derivano, salvo quello della prestazione del servizio.

Egli pertanto è anche soggetto al regime delle incompatibilità che vincolano i pubblici dipendenti, che sono regolate dall´art. 60 del TU 3/1957, nonché l´art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e, per i docenti, l´art. 508 del D.Lgs. 297/1994.

L´art. 53 del D.Lgs. 165/2001 dispone che resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del DPR 10/01/1957, n. 3.

Stando alle norme sopra richiamate anche il dipendente collocato in aspettativa (retribuita o non retribuita non fa nessuna differenza) deve essere autorizzato dall’Amministrazione di appartenenza nel caso volesse svolgere un incarico retribuito durante il periodo di aspettativa .

Posted on by nella categoria Assenze
Versione stampabile
ads ads