Assenze: il docente impossibilitato a raggiungere la sede di servizio causa impraticabilità delle strade

Francesco – Gentili Paolo e Lalla, scrivo in merito ad una diatriba avuta con il Ds di mia moglie. Nei giorni scorsi mia moglie non ha potuto raggiungere la sede causa un  imprevisto determinato dal ghiaccio sulle strade. Ha chiamato a scuola dicendo che non poteva raggiungere la sede e che quindi sarebbe ritornata a casa. La segreteria le comunica che le attribuirà d’ufficio uno dei 3 giorni di permesso  per motivi familiari e personali. Chiedo se tale procedura sia corretta. Distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Francesco,

si condivide l’operato della scuola atteso che per quella giornata non ci sia stata una disposizione di chiusura della scuola o anche solo la sospensione delle attività didattiche.

Come da noi sempre sostenuto, e puoi leggere questo articolo per approfondire la questione, l’assenza del personale docente deve ritenersi giustificata e quindi le ore non dovranno essere in alcun modo recuperate quando la scuola è chiusa per una disposizione emanata del sindaco o dal prefetto ovvero quando il personale è oggettivamente impossibilitato a svolgere la propria prestazione lavorativa. La scuola chiusa, infatti, non è una causa da imputare al dipendente.

I giorni di chiusura per causa di forza maggiore devono quindi essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato, in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne, predisposte da Sindaci o Prefetti, e tale chiusura dev’essere “utile” a qualunque titolo: 180 giorni per l’anno di prova, proroga/conferma di una supplenza ecc.

Solo se le attività non sono sospese e quindi si svolge regolarmente lezione quanto detto sopra decade.

Es.  Ci sono state delle forti nevicate ma nonostante questo non sono intervenuti dei provvedimenti  di sospensione delle attività o di chiusura della scuola.

In questo caso il docente impossibilitato a raggiungere la sede di servizio dovrà fruire dei congedi previsti dal Contratto: se è assunto a tempo indeterminato può fruire di 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali e di 6 giorni di ferie alle stesse condizioni; se assunto a tempo determinato può fruire di 6 giorni di ferie e 6 di permesso non retribuito per motivi personali.

A mio avviso l’unica cosa su cui potresti obiettare è l’assegnazione d’ufficio di un giorno per motivi personali e non perché per esempio l’attribuzione di un giorno di ferie. Credo infatti che in questi casi possa essere il dipendente a scegliere a quale istituto giuridico imputare l’assenza vista l’eccezionalità dell’evento.

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