Permessi per motivi personali e familiari: Un Dirigente ci scrive

Dirigente – Ho appena letto la risposta a Luigi di Paolo Pizzo sulla fruizione dei permessi per motivi personali (Permessi: nel 2013 siamo ancora costretti a discutere sulla “concessione” o meno del permesso per motivi personali e familiari). Sono dirigente scolastico, e vorrei solamente segnalare le difficoltà che dobbiamo affrontare. Sappiamo bene quali novità siano contenute nel contratto 2007 per  l’attribuzione dei permessi, ma vorrei porre due questioni:

I fondi per le ore eccedenti per la sostituzione di un docente assente si esauriscono dopo pochi mesi di scuola; spesso facciamo entrare dopo o uscire prima gli studenti, ma questo è garantire il diritto alla  formazione degli alunni? questo è in linea con l’obbligo al monte orario  che gli studenti devono osservare? questo risponde ai criteri di una  scuola ben organizzata? Supponiamo (e non è solo una supposizione) che soprattutto a primavera,soprattutto vicino ai ponti, ci sia un numero notevole di richieste di permessi: neppure in quel caso saranno da stabilire dei criteri oppure i  permessi costituiscono un diritto senza se e senza ma? Ai dirigenti non interessa conculcare i diritti dei lavoratori, ma ogni tanto pensano anche ai diritti degli studenti……soprattutto nel caso di docenti che si assentano per motivi personali che si rivelano essere viaggi di piacere. Cordialmente

Paolo Pizzo – Gentilissima Dirigente, intanto La ringrazio per averci scritto.

Pur condividendo le Sue “preoccupazioni” in qualità di Dirigente la norma è chiara e va applicata. Su questo non c’è dubbio. Non credo inoltre che il docente richiedente il permesso (qualunque permesso sia a lui attribuito, pensiamo per esempio a quelli per lutti) debba preoccuparsi di non poter essere sostituito perché appunto mancano i fondi o perché si potrebbe “supporre” che il suo motivo sia “futile”. Altrimenti anche il docente potrebbe “supporre” che il Dirigente non voglia concedere il permesso per puro capriccio.

Le “supposizioni” quanto i “capricci” (siano esse dei Dirigenti e/o dei docenti) non sono supportati dal CCNL/2007.

Laddove infatti il CCNL/2007 si è voluto “preoccupare” di questo, o comunque ha voluto precisare che potrebbero prevalere le “esigenze dell’Amministrazione” o comunque un “risparmio di spesa” alla concessione del permesso, l’ha espressamente evidenziato: leggasi art. 16 (permessi brevi) oppure art. 13 relativo ai 6 giorni di ferie da fruire (solo per i docenti) durante le attività quando tali giorni non siano chiesti come “motivi familiari o personali”.

I docenti, quindi, chiedono solo che i propri diritti siano rispettati e che il CCNL sia applicato. E’ ovvio che a monte devono essere coscienti anche di quali siano i  propri doveri. Anche su questo non c’è dubbio.

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