Supplenze: Art. 37 CCNL/2007 e docente in maternità

Mina – Il titolare A si assenta per maternità; si nomina il supplente B anch’esso in maternità, si nomina il supplente C che assume servizio. Dopo il 30 Aprile A  (titolare assente per oltre 150 giorni) rientra in servizio, il  supplente B decade, non avendo mai assunto effettivo servizio, il supplente C rimane in classe per diritto oppure il Dirigente Scolastico deve fare un provvedimento di conferma per continuità didattica? In realtà il titolare di C è A oppure B?Attendo con urgenza una Vostra risposta con possibilmente dei riferimenti normativi.

Paolo Pizzo – Gentilissima Mina,

la proroga della supplenza fino alla fine al termine delle lezioni più ulteriore proroga per gli scrutini e valutazioni finali va effettuata ad entrambi i supplenti (B e C).

Dal quesito mi pare di capire che le condizioni siano queste:

la titolare rientra in servizio ma a disposizione (titolare assente per almeno 150 giorni, compresi i periodi di sospensione delle lezioni, ai sensi dell’art. 37 CCNL/2007); la docente B assunta a suo tempo non ha potuto prendere servizio perché in maternità (obbligatoria/interdizione dal lavoro) diversa dal congedo parentale.

Pertanto la scuola ha assunto il supplente C il quale ha effettivamente preso servizio.

Se così stanno le cose la supplente B (in maternità) è stata estromessa dalla proroga contrattuale illegittimamente.

Abbiamo più volte affrontato l’argomento affermando che in base agli artt. 16 e 17 del D.Lgs. 151/2001 è assolutamente vietato adibire le donne al lavoro durante tutto il periodo del congedo obbligatorio e interdizione dal lavoro e quindi, indipendentemente dalle modalità di assunzione, l’instaurazione del rapporto di lavoro deve intendersi realizzata con la semplice accettazione della nomina senza obbligo di assumere servizio.

Pertanto il personale supplente temporaneo che, al momento del conferimento della supplenza (non importa con quale modalità: in sede di convocazione, via Pec, telegramma o fonogramma), si trovi in congedo di maternità o in interdizione per gravi complicanze della gestazione, successivamente all’accettazione della nomina (non importa con quale modalità: tramite delega, via pec, telegramma o fonogramma) vedrà valutato tutto il periodo di astensione dal lavoro sia ai fini giuridici che ai fini economici nei termini della durata del rapporto di lavoro e al trattamento economico intero per tutta la durata del rapporto di lavoro.

Il rapporto di lavoro si perfeziona con la semplice accettazione della nomina, senza obbligo da parte del personale in congedo di maternità o in interdizione di assumere servizio (la docente non dovrà recarsi fisicamente a scuola).

A questo aggiungiamo che l’art. 12 comma 2 del CCNL/2007 prevede espressamente che il personale in congedo di maternità è da considerare in servizio a tutti gli effetti, anche ai fine della proroga di una supplenza.

“…Durante il medesimo periodo di astensione, tale periodo è da considerarsi servizio effettivamente prestato anche per quanto concerne l’eventuale proroga dell’incarico di supplenza.

La lavoratrice collocata in congedo di maternità ha dunque sempre diritto, al pari degli altri dipendenti che al termine di un primo contratto si trovino in effettivo servizio, non solo all’accettazione della supplenza ma anche alla sua proroga o conferma qualora il titolare che la supplente sostituisce prolunghi il suo periodo di assenza. Il tutto senza prendere effettivo servizio.

Gli stessi diritti di proroga e conferma ha il personale collocato in interdizione per complicanze della gestazione, tale astensione dal lavoro è infatti equiparata, a tutti gli effetti, ai periodi di congedo di maternità (art. 17 del D.Lgs. 151/2001).

Pertanto, il contratto di proroga della supplenza come il caso di cui al quesito rientrante nell’art. 37 deve essere effettuato a tutte e due i supplenti (B eC).

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