Assenze: congedo biennale per il marito in situazone di handicap grave

Marta – Salve, sono un’insegnante e vorrei sapere se posso richiedere il congedo parentale per mia figlia che è nata il 22/12/2006, visto che ne ho usufruito per meno di 6 mesi. E soprattutto vorrei sapere se ho diritto alla retribuzione e se si in che percentuale. A che norma devo far riferimento perché l’articolo nel nostro contratto parla dei bambini fino agli otto anni di vita solo per la malattia degli stessi (i famosi cinque giorni all’anno senza retribuzione). La necessità di voler far riferimento a tale congedo è dovuta al fatto che mio marito deve sottoporsi ad un intervento all’aorta molto difficile (mio marito ha la legge 104 articolo 3 comma 3 handicap grave)   fuori dalla nostra regione. Avrei la necessità di giorni e l’unica cosa che mi è venuta in mente è il congedo parentale oppure c’è un’altra norma  alla quale io possa far riferimento?

Paolo Pizzo – Gentilissima Marta,

una norma specifica c’è.

Hai diritto a fruire di un congedo retribuito fino a 2 anni per assistenza a tuo marito in situazione di handicap grave .

L’art. 4 del d.lgs. n. 119 del 2011 ha modificato la disciplina del congedo straordinario (cosiddetto “congedo biennale”) contenuta nell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001. L’attuale disciplina del congedo è pertanto contenuta nei commi da 5 a 5 quinquies del menzionato art. 42.

Il diritto al congedo è subordinato per tutti i soggetti legittimati, tranne che per i genitori, alla sussistenza della convivenza.

Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta.

In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi; in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi.

La condizione è che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del soggetto che presta assistenza (tale condizione deve essere attestata dalla struttura in cui è ricoverato l’assistito e deve essere portata a conoscenza della scuola).

Il congedo è fruibile anche in modo frazionato (a giorni interi, ma non ad ore). Affinché non vengano computati nel periodo di congedo i giorni festivi, le domeniche e i sabati (nel caso di articolazione dell’orario su cinque giorni), è necessario che si verifichi l’effettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto.

Tali giornate non saranno conteggiate nel caso in cui la domanda di congedo sia stata presentata dal lunedì al venerdì, se il lunedì successivo si verifica la ripresa dell’attività lavorativa ovvero anche un’assenza per malattia del dipendente o del figlio. Pertanto, due differenti frazioni di congedo straordinario intervallate da un periodo di ferie o altro tipo di congedo, debbono comprendere ai fini del calcolo del numero di giorni riconoscibili come congedo straordinario anche i giorni festivi e i sabati (per l’articolazione su cinque giorni) cadenti subito prima o subito dopo le ferie o altri congedi o permessi.

Il dipendente che fruisce del congedo straordinario ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, ma con riferimento esclusivamente alle voci fisse e continuative del trattamento. L’indennità, pertanto, è corrisposta nella misura dell’ultima retribuzione percepita e cioè quella dell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, con esclusione degli emolumenti variabili della retribuzione accessoria, che non abbiano, cioè, carattere fisso e continuativo. L’indennità al lordo della relativa contribuzione, per esplicita previsione normativa, spetta fino all’importo complessivo annuo pari a € 43.579,06 (importo riferito all’anno 2010).

Detto importo è rivalutato annualmente a decorrere dall’anno 2011, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. L’importo si intende al lordo della contribuzione, con riferimento alla quota a carico dell’ente datore di lavoro e a quella a carico del lavoratore.

Ai sensi del comma 5-quinquies del citato articolo, i periodi di congedo straordinario non sono computati ai fini della maturazione di ferie, tredicesima, trattamento di fine rapporto e trattamenti di fine servizio (cfr.: Circolare INPDAP n. 11 del 2001), ma, essendo coperti da contribuzione, sono validi ai fini del calcolo dell’anzianità.

Nel caso, però, ti fossero rimasti anche dei mesi dei 6 a disposizione di congedo parentale entro gli otto anni del bambino, puoi fruirne. Tieni però presente che se si supera un certo reddito familiare tale congedo non è retribuito, anche se ti verrà riconosciuto come servizio a tutti gli effetti.

Puoi leggere a tal proposito questa FAQ

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