Assenze: l’aspettativa per ricongiungimento al coniuge all’estero non spetta al convivente

Sandra – Sono una docente a tempo indeterminato e convivo legalmente con un militare che è stato trasferito in Inghilterra (dove rimarrà per almeno tre anni). La mia intenzione è, concluso l’anno scolastico, di chiedere l’aspettativa con la legge Signorello. La nostra convivenza è legalmente dichiarata nello stato di famiglia da più di due anni e a breve dovremmo sposarci. Vorrei sapere, cortesemente: – posso interrompere l’aspettativa presa con legge Signorello per i mesi estivi (giugno, luglio e agosto)?

E/o in altri periodi qualora il mio compagno, per l’incarico che ricopre, dovesse essere in missione temporanea in un altro Paese in cui non posso seguirlo? – se interrompessi l’aspettativa per 6 mesi in ciascun anno scolastico ( per esempio lavorando dicembre-gennaio-febbraio e poi maggio, giugno, luglio) l’anno mi sarebbe riconosciuto ai fini dell’anzianità di servizio? –  è vero che durante l’aspettativa posso svolgere le stesse attività retribuite che sarebbero consentite  se fossi in servizio previa richiesta di autorizzazione al DS? Può negarmela? Ringrazio per l’attenzione mostrata.

Paolo Pizzo – Gentilissima Sandra,

bisogna premettere che il CCNL/2007 del comparto Scuola, a differenza di altri CCNL di altri comparti, non prevede espressamente l’aspettativa di cui al quesito e di conseguenza non prevede deroghe alla stessa .

Ti anticipo, quindi, che a mio parere l’aspettativa non può essere fruita per il convivente ma solo per il coniuge (alcuni CCNL, come quello delle Università, CCNL del 16/10/2008, prevedono espressamente che l’aspettativa spetti anche al convivente stabile attestato da uno stato di famiglia).

Analizziamo la normativa.

L’art. 15/7 del CCNL/2007 precisa che il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.

È il caso dell’aspettativa non retribuita per ricongiungimento al coniuge all’estero cosiddetta “Legge Signorello”.

In realtà i riferimenti normativi che la disciplinano sono tre:

Legge 11 febbraio 1980, n. 26 (Pubblicata nella Gazz. Uff. 21 febbraio 1980, n. 51).

Norme relative al collocamento in aspettativa dei dipendenti dello Stato il cui coniuge, anche esso dipendente dello Stato, sia chiamato a prestare servizio all’estero.

“1. L’impiegato dello Stato, il cui coniuge – dipendente civile o militare della pubblica amministrazione – presti servizio all’estero, può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l’amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione.

2. L’aspettativa, concessa sulla base dell’art. 1 della presente legge, può avere una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza all’estero del dipendente in aspettativa. L’impiegato in aspettativa non ha diritto ad alcun assegno.

3. Il tempo trascorso in aspettativa concessa ai sensi dell’art. 1 della presente legge non è computato ai fini della progressione di carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e previdenza. L’impiegato che cessa da tale posizione prende nel ruolo il posto di anzianità che gli spetta, dedotto il tempo passato in aspettativa.

4. Qualora l’aspettativa si protragga oltre un anno, l’amministrazione ha facoltà di utilizzare il posto corrispondente ai fini delle assunzioni. In tal caso, l’impiegato che cessa dall’aspettativa occupa – ove non vi siano vacanze disponibili – un posto in soprannumero da riassorbirsi al verificarsi della prima vacanza.”

Legge 25 giugno 1985, n. 333 (Pubblicata nella Gazz. Uff. 5 luglio 1985, n. 157).

Estensione dei benefici di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 26, ai dipendenti statali il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali.

“Articolo unico. – Il dipendente statale, il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali, può chiedere il collocamento in aspettativa a norma della L. 11 febbraio 1980, n. 26. La presente legge, munita del sigillo di Stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”.

Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 184

Attuazione della delega conferita dall’articolo 1, comma 39, della Legge 8 agosto 1995, n. 335 in materia di ricongiunzione, di riscatto e di prosecuzione volontaria ai fini pensionistici.

Art. 3, comma 2

“Ai lavoratori, collocati in aspettativa ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 26, come integrata dalla legge 25 giugno 1985, n.333, è data facoltà di procedere al riscatto, in tutto o in parte, dei periodi di fruizione dell’aspettativa medesima che non siano coperti da contribuzione obbligatoria, volontaria o figurativa presso forme di previdenza obbligatoria.”

Richiamata la normativa in materia si precisa quanto segue (come da Orientamenti applicativi ARAN in materia):

  • La  precisa formulazione della clausola dell’art.1 della legge n.26 del 1980, individua la fattispecie legittimante la concessione dell’aspettativa nella circostanza che il coniuge del lavoratore presti servizio all’estero;
  • Il chiaro riferimento al solo “coniuge che presti servizio all’estero” consente di escludere che l’aspettativa di cui si tratta possa essere riconosciuta anche nel caso della “convivenza”;
  • L’unico riferimento è pertanto la sola legge sopra richiamata non avendo il CCNL Scuola modificato o integrato tale legge.

Detto questo, in merito ai quesiti esposti e nel caso comunque tu ne fruirai dopo il matrimonio ti indico 5 punti che ti saranno utili:

  1.  Ai sensi delle leggi citate l’aspettativa può durare per tutto il periodo di servizio all’estero del coniuge e non ha un limite legale di durata.
  2. L’aspettativa si interrompe se vengono meno i presupposti per cui è stata concessa. Dal momento che il periodo di aspettativa è subordinato al tempo in cui il coniuge presti servizio all’estero, tale periodo non deve necessariamente durare per l’intero anno scolastico ma può essere anche frazionato.
  3. Tra un periodo e un altro di aspettativa bisogna però riprodurre nuovamente domanda documentata.
  4. I periodi di almeno 180 di servizio in un anno scolastico ti sarebbero utili come anno di servizio.
  5. Anche chi fruisce dell’aspettativa non retribuita è soggetto al regime delle incompatibilità che vincolano i pubblici dipendenti, che sono regolate dall´art. 60 del TU 3/1957, nonché l´art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e, per i docenti, l´art. 508 del D.Lgs. 297/1994. Pertanto dovrai essere autorizzata dal Dirigente nel caso volessi svolgere un incarico retribuito durante il periodo di aspettativa.

 

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